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Aree vaste: Como con Lecco, ma si studia anche l’unione con Varese (VIDEO)

L’addio alle Province potrebbe far nascere una nuova realtà territoriale che prevede l’unione di Como con Lecco, ma anche la possibilità di estenderla fino a Varese. Questo quanto emerso questa mattina a Villa del Grumello in occasione del Tavolo per la competitività e lo sviluppo della provincia di Como.

Trasporto pubblico, Camere di Commercio e altre realtà che potrebbero vedere un cambiamento della conformazione, in previsione del processo di attuazione della legge Delrio (n. 56/2014).

“Il tavolo ha discusso in maniera concreta su tre punti – spiega la coordinatrice Annarita Polacchini -. La geometria variabile che possa essere utile a cittadini e imprese, secondo che la Provincia comasca non debba essere suddivisa mantenendo la propria identità territoriale, terzo punto l’omogeneità del territorio quindi con la riagregazione delle Province di Como e Lecco, ma anche Varese”.

Una maxi area che potrebbe avere anche alcune agevolazioni in termini economici come ha spiegato il sottosegretario alla Presidenza della Regione Lombardia con delega all’Attuazione del Programma Alessandro Fermi: “Stiamo parlando di un’area interessante anche per la sua unicità che consentirebbe anche facilitazioni per le imprese vista la vicinaza con la Svizzera”.

Unione con Lecco che però almeno per quanto riguarda il tema Sanità deve fare i conti con le decisioni già prese con la Riforma e l’unione con Varese: “Questa scelta purtroppo è già stata fatta – aggiunge Fermi – ma non dobbiamo farci condizionare, compromettendo la possibilità di ridisegnare i confini”.

Sarà il Parlamento a avere l’ultima parola (in base al Referendum) ma nel mese di marzo sono in programma dei tavoli territoriali per studiare i confini del futuro. Entro l’estate Regione farà la propria proposta in merito al tema delle aree vaste.

“Varese ha una sua valenza a livello territoriale – conclude Polacchini -, in attesa di sapere cosa accadrà bisogna porsi in avanti, superando il campanilismo, e valutando i vantaggi strategici di un allargamento”.

In occasione del Tavolo è stato presentato un aggiornamento sul progetto di riordino ed accorpamento delle Camere di Commercio, ma anche sul Fondo di Solidarietà. Sono 29 le domande arrivate da Enti e Comuni, con 100 persone coinvolte nei progetti presentati per un totale di 122 mila euro (il fondo disponibile è di 230 mila euro)