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Scuola: un nuovo incontro in prefettura a Milano, le proteste dei sindacati

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Il mondo della scuola sembra proprio non riuscire a trovare pace. Una delle Istituzioni più importanti, la fucina dove vengono plasmate le future generazioni  continua a vivere una situazione di “ stallo” nel nostro paese.  Le differenti  realtà che ne compongono il variegato mosaico , tutte a diverso titolo , chiedono la messa a punto di una serie di modifiche che possano porre un po’ di ordine in un sistema così farraginoso.

Proprio nella giornata di ieri, ha avuto luogo furoi dalla Prefettura di Milano una mobilitazione generale per porre innanzi alle Rappresentanze Istituzionali una realtà fattuale che talvolta si discosta nettamente dalle reali esigenze di un corpo docenti, “martirizzato” da anni ed anni di precariato. Quello stesso precariato che stenta ad essere debellato, soprattutto in previsione del prossimo concorso, le cui modalità ancor prima che venga emesso il bando, hanno già prodotto una serie di malcontenti.

Gerardo Salvo , Segretario Generale della Uil- Scuola Como, presente alla manifestazione a Milano, ha fatto il punto della situazione ai nostri microfoni “ Lo scopo della manifestazione di oggi  è principalmente quello di parlare con il Prefetto.  Difatti le delegazioni delle Segreterie Regionali sono state accolte ed ascoltate. Il problema principale riguarda proprio il prossimo Concorso che verrà bandito. Sussistono seri problemi soprattutto per coloro che si trovano in Seconda fascia e sono abilitati ed hanno anche più di 36 mesi di servizio.

Su di loro c’è un sentenza della Corte di Giustizia e l’Italia stessa è stata condannata per la sentenza che non viene attivata. Noi della UIL stiamo portando avanti i ricorsi per tutti coloro che hanno i 36 mesi e l’abilitazione, i tribunali stessi ci danno ragione.

E proprio per questi docenti noi portiano avanti la causa, docenti che tra breve si troveranno ad affrontare le prove del Concorso con una prova di lingua di livello B2, prova-ha aggiunto Salvo- che non c’è mai stata da parte di nessun Ministero.  Noi le nostre soluzioni le abbiamo date, chiediamo che chi ha 36 mesi ed è abilitato, deve essere assunto, chi invece è abilitato ma non ha 36 mesi  può fare solo la prova orale.

Per  quanto riguarda poi la prova di inglese, noi chiediamo che  si sostenga sì una prova di lingua, ma che sia una prova aggiuntiva per valorizzare le capacità , non come una situazione che precluda l’entrata in ruolo. Altra discriminante è la situazione in cui si trovano i docenti inseriti nella terza fascia delle graduatorie di Istituto, ovvero coloro che pur prestando servizio nelle Scuole, non hanno l’abilitazione all’insegnamento “ La terza fascia rappresenta l’anello debole, perché non possono abilitarsi- ha continuato il Segretario della UIL – e poi non possono partecipare al Concorso. Le regole del gioco non si devono cambiare durante il secondo tempo.  Noi chiediamo per quelli di terza fascia che possano partecipare al Concorso, considerando che i percorsi abilitanti dei tfa non partono già da tempo.”

Grande soddisfazione per la disponibilità del Prefetto di Milano, ad accogliere le istanze sottoposte dalle delegazioni delle Segreterie provinciali  presenti nelle serata di ieri, la volontà prefettizia infatti è stata proprio quella di presentare quanto prima al Ministro del Governo le differenti richieste .  Tra l’altro le classi di concorso  non sono ancora state definite, “ Il prossimo 17 febbraio noi della Uil presenteremo presso la Magistri Cumacini il concorso.  Tra le prerogative del nostro Sindacato vi è proprio la volontà di aiutare gli anelli deboli della catena.”  – ha sostenuto Salvo.Erano presenti alla manifestazione molti docenti provenienti da Como e che in questo territorio lavorano da anni ed anni. Il malcontento oltre ai disagi di una precarietà oltre che lavorativa anche esistenziale, era tangibile .

Tra le richieste avanzate dal corpo docente vi sono il rispetto del merito in primis, il tener conto per le immissioni di ruolo dell’excursus storico. Difatti vi sono tantissimi docenti che hanno un bagaglio esperienziale costruito con sacrifici e dedizione, gli stessi docenti che forse con il nuovo concorso vedranno sfumare il diritto di un posto guadagnato a pieno titolo. Le modalità selettive del nuovo concorso pare non valorizzino affatto le professionalità acquisite, andando ad avvantaggiare magari persone che non hanno l’esperienza accumulata negli anni del precariato.

‘Un precariato fatto di docenti in servizio da anni, che hanno conseguito una costosa abilitazione, conciliando a fatica il lavoro a scuola con le esigenze personali e familiari, spesso costretti a trasferirsi in altra regione pur di avere un contratto a tempo determinato’

La speranza, è che la manifestazione di oggi produca a livello istituzionale un’apertura che possa poi tradursi concretamente in modifiche effettive del bando che di qui a pochi giorni sarà emesso. Ancora una volta il mondo della Scuola è sotto la lente dei media , ancora una volta sembra che le soluzioni prospettate affinchè  si dirimano tutte le controversie e le incongruenze, vengano messe a segno… speriamo.

Stefania Ferro

 

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