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INCONTRO IN REGIONE – Frontalieri e “ristorni”, cosa cambia dal 2019

Il nuovo accordo fiscale destinato ai frontalieri (italiani che lavorano in Svizzera e svizzeri che lavorano in Italia) è stato al centro del dibattito della seduta della Commissione Speciale Rapporti Lombardia Svizzera di oggi, presieduta da Antonello Formenti (Lega Nord). A spiegare i contenuti del documento, che ancora deve passare in Parlamento, è stato il negoziatore per il Governo Italiano Vieri Ceriani, alla presenza dell’Assessore Francesca Brianza (già Presidente della Commissione) e dei Consiglieri Francesco Dotti (FDI), Mauro Piazza (NCD), Luca Gaffuri e Alessandro Alfieri (PD), Daniela Maroni e Lino Fossati (Lista Maroni) Stefano Buffagni e Paola Macchi (M5S).

incontro su frontalieri in regione

LE NOVITA’ PER CHI LAVORA IN SVIZZERA

L’accordo, che sarà operativo nel 2019, in sostanza cambia il meccanismo di tassazione, prevedendo che alla Svizzera resterà il 70% (oggi era il 100% salvo poi il ristorno del 40% per i Comuni di frontiera) mentre lo Stato di residenza applicherà le proprie imposte sui redditi delle persone fisiche. Vieri Ceriani ha aggiunto che le nuove norme saranno sottoposte a eventuali revisioni ogni 5 anni e che si prevede un adeguamento al nuovo trattamento entro 10 anni. Mentre sui ristorni è previsto un apposito articolo nella legge di ratifica. Preoccupazioni sono state espresse sia dai rappresentanti delle Province e dei sindacati che hanno segnalato due perplessità: l’incertezza sui ristorni ai Comuni che potrebbe creare ricadute occupazionali e l’aggravio di tassazione per il lavoratore frontaliere e di conseguenza per la sua famiglia.

LE REAZIONI POLITICHE

alt“Ceriani ha fatto capire che per i nostri lavoratori aumentera’ la tassazione, con un meccanismo peraltro di non facile comprensione. Una doccia fredda, considerate le speranze della vigilia circa la revisione di questi accordi fiscali. Anche per i Comuni e realta’ di confine non si prospettano buone notizie, considerato che il “fondo” che dovra’ poi ripartire le risorse non ha ancora una definizione chiara. Ritengo che la lettera inviata dal presidente Maroni al Governo abbia solide fondamenta e che il Governo in questo momento stia subendo passivamente la ratifica di questi accordi fiscali. Considerato che gli accordi dovranno essere ratificati dal Parlamento, c’e’ ancora tempo per porre rimedio a questa situazione. Anche sulla vicenda di Campione d’Italia, al di la’ di qualche timido segnale di distensione su Iva e dazi, Vieri Ceriani non ha chiarito i dubbi”. Cosi’ Francesco Dotti (Fratelli d’Italia), vicepresidente della Commissione speciale per i Rapporti con la Confederazione Svizzera di Regione Lombardia

luca gaffuri pd regione“Ceriani ha chiarito ancora una volta i punti dell’accordo e ha confermato quanto sapevamo già, a proposito della gradualità della nuova tassazione, che comunque prima del 2019 non verrà applicata – fanno sapere Luca Gaffuri e Alessandro Alfieri, consiglieri regionali del Pd –. I frontalieri potranno beneficiare delle detrazioni fiscali in Italia che finora non hanno potuto avere, dai mutui alle ristrutturazioni, oltre ad avere una franchigia di 7.500 euro, dedurre oneri sociali obbligatori, il secondo pilastro, la disoccupazione e sottraendo la tassazione svizzera”. Più preoccupante la novità emersa in questi giorni, secondo Gaffuri: “La nuova iniziativa del Canton Ticino sull’albo degli artigiani mira a creare difficoltà ai padroncini, cioè alle imprese artigiane italiane più piccole e ai loro dipendenti. Per questo in fase di conclusione dell’accordo abbiamo chiesto a Ceriani di far sentire la nostra voce, richiamando i trattati che abbiamo con la Svizzera e chiedendo di non complicare la vita anche a questa categoria di lavoratori”.

Como Caffe con Alessandro Fermi“Mi unisco al coro unanime della rappresentanza politico-istituzionale che ha chiesto oggi a Vieri Ceriani, che sta conducendo per conto del Ministero dell’Economia e Finanze le trattative sul nuovo accordo fiscale tra Italia e Svizzera, di non assumere iniziative che possano essere lesive degli interessi dei lavoratori frontalieri e dei Comuni di frontiera. L’impegno di Regione Lombardia e’ di vigilare sull’operato del Governo in questa fase ancora di negoziazione, poiche’ in gioco c’e’ il benessere di numerose famiglie”. Lo ha detto il sottosegretario all’Attuazione del programma e ai Rapporti istituzionali nazionali Alessandro Fermi.