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Teatro OFF di Artificio chiude la rassegna con “Le chiavi dell’ascensore” di Agota Kristof

Due donne, l’una complementare all’altra, forse l’una immagine più intima e psichica dell’altra, combattono per dare valore alla propria vita con metodi opposti, ma tese all’unico fine di liberarsi da un potere che ha negato loro la libertà. Dall’atto unico della scrittrice ungherese Agota Kristof “La chiave dell’ascensone” è la performance che venerdì 5 febbraio al Teatro Nuovo di Rebbio, chiude il primo ciclo di Teatro Off Artificio, la rassegna di spettacoli teatrali scelti direttamente dai cittadini.

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Gli attori Ivana Franceschini, Arianna Pollini e Stefano Andreoli metteranno in scena un testo di sicuro impatto emotivo. Una donna in sedia a rotelle è segregata in una stanza e la finestra è per lei l’unico simbolo di libertà e di osservazione del mondo esterno. Il marito, suo aguzzino, possiede l’unica chiave dell’ascensore e lei, non ha nemmeno un nome, per il quieto vivere coniugale si farà  togliere occhi, gambe e orecchie, diventando una reclusa dipendente dal carnefice. Nell’interpretazione proposta dalle due attrici si punta a sottolineare come la donna debba e possa essere, non tanto la vittima quanto l’artefice della propria condizione e trovare la forza di reagire e di autodeterminarsi assumendo un ruolo attivo e positivo nella propria esistenza. Meno speranzoso il testo originale nel quale  la Kristof sembra parlare di se stessa, della sua condizione di costrizione, una condizione di ostaggio il cui unico atto liberatorio è proprio la scrittura. La fuga dall’Ungheria, occupata dai russi, verso la Svizzera, sarà un’esperienza di forte spessore con risvolti negativi per l’esistenza dell’autrice,che proprio al marito attribuirà la responsabilità di questa scelta. Ma come sempre nei testi di Agota Kristof le verità sono più di una, ne “La chiave dell’ascensore” c’è anche la metafora di ciò che la Kristof visse con il suo secondo marito, un famoso fotografo, che non perdonò mai per averla fatta diventare, senza che lei ponesse resistenza, una domestica.

Frasi brevi, una sintassi cruda, dialoghi ridotti all’essenziale, assenza di aggettivi: il fascino di questo testo teatrale sta proprio nell’economia di mezzi e nella sua intensità. Ardua prova per gli interpreti, ma anche per la regia che è di Paolo Antonio Simioni.

Lo spettacolo, come gli altri della rassegna Teatro OFF di Artificio, è sottotitolato in inglese

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5 FEBBRAIO 2016 – ore 21:00
Teatro Nuovo di Rebbio, Via Alfonso Lissi, 9-Como.

LE CHIAVI DELL’ASCENSORE

Di Ágota Kristóf

Con: Ivana Franceschini, Arianna Pollini, Stefano Andreoli
Regia: Paolo Antonio Simioni
Scenografia: design Anna Bonomelli
Costumi: Augusta Selva
Coaching: Alessia Pellegrino

Co-produzione Residenza Artificio, Teatro Città Murata, Compagnia Teatrale Vira, GuestArt.
Con il Patrocinio Accademia d’Ungheria in Roma, Accademia del cinema e della televisione di Cinecittà.

Biglietti

Intero € 15,00
Ridotto € 13,00 (under 25, over 65, soci coop e soci Arci-presentando tesserino)
Biglietteria: Chiostrino Artificio, Piazzolo Terragni 4-Como.
Orario: dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13.00
Prevendita: ticketartificio@gmail.com – 345 4502969