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A Como il soldato Cevoli per “Il Cinema Italiano Festival”

E’ iniziata sabato scorso con i migliori auspici e il saluto della madrina Matilde Gioli l’XI edizione de Il Cinema Italiano Festival a Como organizzata dall’associazione Sguardi. Al cinema Astra hanno accompagnato il primo film in concorso “Un posto sicuro”, il regista Francesco Ghiaccio e gli attori Marco D’Amore (il Ciro di Gomorra) e la già citata Matilde Gioli.

Nel video di Dreamers Como gli ospiti

Ieri sera un altro ospite si è seduto sulle poltroncine azzurre per presentare il suo film, Alessio Boni interprete di “In un posto bellissimo” della  regista Giorgia Cecere ambientato nella provincia piemontese mentre nel pomeriggio è stata proiettata l’opera prima della regista siciliana Alessia Scarso “Italo” tratto da un’incredibile storia vera, il film racconta la vita di Italo, “cane” straordinario al punto da meritarsi la cittadinanza onoraria. Il 15 marzo 2009, nelle campagne di Scicli, provincia di Ragusa, arriva un randagio che conquista l’affetto dell’intera cittadina fino a diventarne simbolo.

festival cinema como boni

Alessio Boni con Paolo Lipari direttore artistico del festival

Con tre proiezioni al giorno fino a sabato prossimo, il festival di Como dedicato al cInema italiano propone oggi alle 18 il documentario sul lavoro che l’artista Ernest Pignon ha dedicato a Pasolini, a realizzarlo  un gruppo di entusiasti giovani studenti italiani e francesi, il Collettivo Sikozel, ma il film atteso nella terza giornata di festival è “Soldato semplice” di e con Paolo Cevoli che sarà a Como sia questa sera (ore 21) che per la proiezione di domani mattina.

È tutto un saliscendi il film con cui Paolo Cevoli ha debuttato alla regia la scorsa primavera. “Soldato semplice” è la storia di Gino Montanari, patacca romagnolo finito per disavventura a fare l’eliografista sul fronte della Grande Guerra. Giocato sull’alternanza, contrapposizione e infine simbiosi di coppie (mare e montagna, faraglioni e vette innevate, coscritti temerari e pavidi), la pellicola ci introduce in maniera non manichea né pedante a uno sguardo umano sul conflitto di cui ricorreva il centenario nel 2015. Aiutato da una fotografia mozzafiato e da canti alpini che ne fanno da azzeccata colonna sonora, “Soldato semplice” non è solo il film comico che tutti si aspettavano da Cevoli, ma una piccola fotografia dell’animo umano capace di miserevoli bassezze e inaspettati lanci eroici. Il tutto nella consapevolezza, così in pace come in guerra, che non ci si salva mai da soli.

Siamo nel 1917. Gino Montanari è un maestro elementare, ma a causa dei suoi comportamenti libertini ed antinterventisti, è costretto dal preside della sua scuola ad arruolarsi volontario nella Grande Guerra. Gino, nato e cresciuto sulla Riviera Romagnola, si ritrova in un piccolo avamposto in Valtellina, in qualità di “addetto eliografista”, dove deve convivere con un variegato gruppo di alpini, provenienti da tutte le parti d’Italia. Tra dialetti diversi, piccole manie, frequenti baruffe e un nemico sempre in agguato (il cecchino “fischione”), le giornate in trincea tra i monti si riveleranno ricche di colpi di scena, di ostacoli e di momenti esilaranti. Le difficoltà della vita militare, per di più tra le montagne, le differenze tra i vari tipi italici e un incontenibile “patacca” che proprio non riesce a tenere la bocca chiusa, daranno vita a situazioni irriverenti, ma anche di grande umanità.

Domani, martedì 2 febbraio ore 21, tocca al fantasy con una pellicola che ha non ha ottenuto il successo sperato vista la mano del regista Matteo Garrone qui al suo primo film in lingua inglese: “Il racconto dei racconti”. Presentato al Festival di Cannes 2015 dove ha incassato tanti applausi, ma nessun premio nonostante il mega cast comprendente  Salma Hayek, Vincent Cassel, Toby Jones, gli italiani Alba Rohrwacher e Massimo Ceccherini e Alexandre Desplat a firmare la colonna sonora, il film di Garrone è liberamente tratto da “Il racconto dei racconti (Lo cunto de li cunti)” di Giambattista Basile, una raccolta di 50 fiabe in lingua napoletana scritte tra il 1575 e il 1632. Tre fiabe di Basile costituiscono la trama, La regina, La pulce e Le due vecchie. Film visionario e poetico

Pezzo forte del film sono gli spettacolari effetti speciali che hanno accompagnato Matteo Garrone nella sua visione tra realtà e immagine pittorica. Nella maggior parte delle inquadrature c’è la mano degli esperti special effects che creano un’atmosfera quasi da quadro oltre ad animare alcune creature fantastiche come la pulce dell’omonimo racconto.

 Proprio il supervisore degli effetti speciali Leonardo Cruciano sarà sul palco ad accompagnare “Il racconto dei racconti”. Tra le cose da rivalutare della pellicola ci sono senza dubbio i luoghi scelti per le ambientazioni come il castello di Donnafugata e le Gole dell’Alcantara in Sicilia, il Bosco del Sasseto nel Lazio e lo spettacolare castello del re interpretato da Vincent Cassel  che si trova a Roccascalegna, in Abruzzo.