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LA STORIA – Incinta scopre un tumore al seno: operata all’ospedale Sant’Anna

Ha scoperto di avere un tumore al seno durante la gravidanza e per questo è stata operata alla  venticinquesima settimana. Una vicenda difficile per una 34enne comasca che attraverso l’autopalpazione ha sentito che qualcosa non andava bene e per questo si è rivolta agli specialisti dell’ospedale di San Fermo. Per la paziente e per la bimba che aspetta è andato tutto bene. E’ la prima volta che nel presidio viene eseguito un intervento del genere, possibile grazie a una presa in carico della signora nell’ambito di un percorso multidisciplinare e multiprofessionale che ha coinvolto tutte le unità operative della Breast Unit: la Chirurgia, l’Oncologia, l’Anatomia Patologia, la Radiologia, l’Anestesia e Rianimazione, la Radioterapia, la Chirurgia Plastica e la Psicologia Clinica.

“Abbiamo dovuto affrontare una situazione davvero peculiare – spiega Monica Giordano, primario dell’Oncologia – sia dal punto di vista clinico, per la tempistica e la scelta delle terapie che non devono incidere sulla salute del nascituro, sia psicologico, per lo stato di gravidanza e la giovane età della paziente.  I progressi medici hanno fatto sì che oggi non sia più necessaria la scelta tra curarsi e portare a termine la gravidanza e anche l’ospedale Sant’Anna può offrire un percorso completo grazie a una tradizione consolidata da anni nel lavoro di équipe”.

 

La paziente si è rivolta all’ospedale Sant’Anna alla fine di dicembre dello scorso anno. La donna è stata immediatamente sottoposta a iter diagnostico con mammografia, ecografia mammaria e analisi istologiche (agobiopsia e microistologico), grazie allavoro svolto dalla Radiologia, e poi convocata, come prassi, all’interno della Breast Unit in visita multidisciplinare per la comunicazione della diagnosi e per la decisione del programma terapeutico.

“Ci siamo immediatamente attivati per garantire alla signora, come nostra consuetudine, il massimo che si possa offrire dal punto di vista terapeutico – aggiunge Alberto Pierini, chirurgo della Breast Unit -. L’approccio alla paziente ha comportato la costante collaborazione con i colleghi della divisione di Ginecologia. E’ stata organizzata una seduta operatoria dedicata e l’8 gennaio, alla venticinquesima settimana gestazionale, la paziente è stata sottoposta a intervento chirurgico conservativo con l’asportazione di un tumore di 5 centimetri e prelievo del linfonodo sentinella. Il rilievo di una macrometastasi nel linfonodo sentinella ci ha imposto di completare secondo procedura lo svuotamento ascellare”.

Alberto Pierini, chirurgo della Breast Unit ospedale Sant'Anna

Alberto Pierini, chirurgo della Breast Unit ospedale Sant’Anna

L’intervento è stato particolarmente delicato sia per l’intensa vascolarizzazione della mammella in gravidanza legata allo stimolo ormonale sia per la consapevolezza di avere nelle mani due vite: “Abbiamo evitato di usare l’elettrobisturi – prosegue Pierini –  che fa passare corrente nel corpo, in modo da ridurre al minimo i rischi per la bimba, e abbiamo usato pinze emostatiche bipolari. Le perdite ematiche sono state nulle e siamo riusciti ad ottenere un buon risultato estetico nonostante il volume di tessuto asportato non fosse piccolo. La collaborazione con i ginecologi è stata essenziale per monitorare ecograficamente la bambina prima, durante, dopo l’intervento e nei giorni successivi fino alla dimissione”.

Il decorso postoperatorio è stato eccellente e la paziente è stata dimessa dopo cinque giorni dall’intervento. Ora la signora è seguita dalla Breast Unit e dalla Ginecologia: la chemioterapia sarà iniziata prima della nascita della bimba, che poi verrà programmata.

La casistica delle donne in gravidanza affette da neoplasia è in aumento: “Questo incremento – spiega Renato Maggi, primario di Ostetricia e Ginecologia –  è legato al fatto che è salita di molto l’età media delle donne gravide. Il tumore che si riscontra più frequentemente è quello al seno, seguito da tumori del collo dell’utero. Anche questo può essere curato senza dover interrompere la gravidanza per salvaguardare l’integrità riproduttiva della donna. In caso sia necessaria la chemioterapia in gravidanza, esistono farmaci che poco influiscono sul benessere fetale anche se è necessario uno stretto monitoraggio del feto in utero attraverso le tecniche ecografiche e biofisiche. Dopo la nascita il bambino deve essere sottoposto ad attenti controlli e nulla di più”.

L’ospedale Sant’Anna dispone anche di un’équipe di Chirurgia Plastica dedicata alla ricostruzione mammaria per le pazienti operate per tumore della mammella.    “Si può ottenere – conclude Leonardo Sartore, primario della Chirurgia Plastica – una simmetrizzazione delle mammelle con l’inserimento di protesi di ultima generazione, con tecniche ricostruttive chirurgiche o con il trasferimento di grasso prelevato dalla regione addominale o dai fianchi della paziente. Le pazienti operate possono condurre dopo l’intervento ricostruttivo anche una vita sociale e di relazione pressoché normale”.