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A teatro un forum per parlare di differenze: “Il coraggio di essere se stessi”

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Parlare di differenze con l’iniziativa del Teatro forum”. Questa l’idea di Mario Bianchi in collaborazione con Amadomio per “Il coraggio di essere se stessi”. Il progetto, in programma al teatro Sociale il prossimo 23 gennaio, vuole esplorare tutte le possibilità che il teatro possiede per essere un veicolo insostituibile per parlare alla comunità culturale e sociale le problematiche più attuali, attraverso la metafora poetica che avviene sulla scena. mario bianchi

“Parlare delle differenze è una di queste, per noi fondamentale per caratterizzare al massimo il valore etico del teatro – spiegano gli organizzatori – che per essere tale, senza essere didascalico, deve entrare necessariamente nei gangli più scoperti della nostra società. La diversità del colore della pelle, quella etnica e culturale, la ricerca della consapevolezza dell propria identità sessuale, i pregiudizi contro i così detti “matti”, visti come ostacolo nella vita sociale di ogni giorno, sono recepite, al di là di ogni buonismo, invece, come una ricchezza che deve necessariamente essere traslata al pubblico e quindi a tutti”.

Il teatro forum attraverso un incontro e uno spettacolo cercherà di approfondire tutti questi temi in un dialogo aperto con gli spettatori.

Il programma:

Alle 16.00 Incontri:

Giuliano Scarpinato regista e autore dello spettacolo: Fa afafine Mi chiamo Alex e sono un dinosauro ‘

Maria Ellero regista e autrice dello spettacolo: BiancaNera

Paola Manfredi regista e curatrice del progetto: Case Matte

Abderrahim El Hadiri e Claudio Simeone interprete e autore di Cicogne Teatro Compagnia impegnata fortemente sull’interculturalità.

Giacomo Ferraù e Giulia Viana autori dello spettacolo La Sirenetta

gaya

Alle 20.30 lo spettacolo “Gaya attenzione fragile”

Testo e regia Giuseppe Di Bello

Con Naya Dedemailan Rojas Alvarez

“GAYA” è una ragazza, all’apparenza fragile, che si rivolge direttamente al pubblico per narrare in prima persona la scoperta dei suoi sentimenti; a partire da un’infanzia tenera e buffa fino al momento in cui questa si trasforma in un’adolescenza goffa e turbata all’interno di una famiglia incapace di comprendere la sua realtà, e poi ancora fino alla consapevolezza di sé e della propria omosessualità. E’ a questo punto che lo spettacolo, prima sciolto e divertente, si fa via via sempre più intenso ed emozionante. Raccontare la propria storia è per lei l’occasione per far sapere cosa vuol dire sentirsi “sbagliati”, le difficoltà che si possono incontrare nel rapporto con gli altri, a partire da chi è più vicino, del dolore di dover tenere nascosti i propri sentimenti per il timore di essere derisi, scherniti o perfino picchiati e in ogni caso emarginati, e di come questi, prepotentemente, un giorno possano esplodere e sbocciare in un amore bello e intenso come qualunque altro amore. Gaya può certamente essere considerato anche un contributo emozionale contro l’omofobia, ma il nostro desiderio è anche quello di riuscire ad attivare, soprattutto con i giovani, una riflessione su come la diversità, per nostra fortuna, riguardi ogni più piccolo elemento della nostra vita.

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Gaya, “attenzione fragile”, testo e regia di Giuseppe di Bello, si rivolge direttamente senza infingimenti ai ragazzi, per narrare in prima persona il percorso di maturazione di una fragile ragazza dall’infanzia difficile, all’interno di una famiglia incapace di comprendere le difficoltà della giovane, sino alla consapevolezza di sè e delle proprie emozioni. Il racconto, interpretato in modo intensamente espressivo da Naya Dedemailan Rojas Alvarez, porta gli spettatori soprattutto giovani a riflettere su un tema considerato tabu’ dalla nostra educazione, trasportandoli oltretutto alla radice della nascita dei sentimenti più intimi. La scoperta di una diversità vista come una colpa, la paura di parlarne con il padre, la benevola e incolpevole riluttanza della madre, le prime pulsioni, il primo innamoramento, l’accettazione consapevole di una normalità, sono viste come un percorso naturale che porta la protagonista alla felicità di vivere liberamente la sua sessualità, pur nel rimpianto di non avere comunicato con il padre. Il racconto poi pone l’accento su problematiche che non riguardano solo i generi ma ciascun aspetto di relazione di ognuno di noi con le cose di questo mondo.

pino di bello

La vita di una ragazza, e nel racconto quella di altri suoi coetanei che ogni giorno vivono le stesse difficoltà e spesso le stesse umiliazioni per ciò che è naturale come l’amore, si sposa efficacemente con la necessità di far comprendere agli adolescenti, ma purtroppo anche a molti adulti, come la diversità sia una forma di ricchezza interiore men che meno una colpa.

 

Giuseppe Di Bello, drammaturgo e musicista, per circa 20 anni è stato autore e regista  del Teatro Città Murata una delle più importanti Compagnie nazionali per il Teatro per le Nuove Generazioni e per la quale ha firmato alcuni degli spettacoli più significativi. Nel 2004 ha fondato la Compagnia Anfiteatro con la quale continua il suo personale percorso sul Teatro di Narrazione producendo tra gli altri “Con la luna sulle spalle” – “Pollo” – “Tom Sawyer” e recentemente per il Teatro Sociale lo spettacolo-evento “Ti.Co.Sa. – Ballata per una città”

Teatro Sociale di Como e Sala Bianca

sabato 23 gennaio

“Il coraggio di essere se stessi”

ore 16.00 incontro TEATRO FORUM

ingresso libero

ore 20.30 spettacolo GAYA, ATTENZIONE FRAGILE

Biglietti a 15€+ prev., in vendita presso la biglietteria del teatro oppure www.teatrosocialecomo.it

 

 

 

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