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Agostino Arioli e il Birrificio Italiano sul podio de IL BIRRAIO DELL’ANNO

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Fabio Brocca del birrificio Lambrate è il birraio dell’Anno 2015, Agostino Arioli, papà della birra artigianale italiana, con il suo Birrificio Italiano di Limido Comasco. è terzo classificato.  Il riconoscimento, ideato da Fermento Birra, che ogni anno premia il miglior artigiano della birra italiana è stato consegnato domenica scorsa nelle mani del birraio di Lambrate, secondo classificato Valter Loverier di Loverbeer, Chieri (TO) e terzo il nostro Arioli. Trionfa, nella categoria emergenti, il duo Matteo Pomposini e Cecilia Scisciani del marchigiano Mc 77.

birraio anno premiazione

tutti i premiati sul palco in primo piano Flavio Brocca

Gli oltre ottanta giudici interpellati da Fermento Birra, per quanto riguarda la categoria big, si sono lasciati stregare da un anno magico della tribù, come scherzosamente viene chiamato il team del noto birrificio Lambrate, che nel 1996 ha aperto i battenti nell’omonimo quartiere milanese. Un 2015 costellato da successi di critica e di pubblico, numerose novità produttive, un volume totale balzato a 6200 ettolitri annui, e una costanza qualitativa davvero invidiabile. I motivi del successo? Vincono birre da pub, semplici ma di carattere, birre che negli anni si sono evolute acquistando maggiore personalità, merito anche di un feeling più marcato con il luppolo, maggiormente protagonista pur senza derive modaiole. Birre sempre più pulite e costanti merito anche di un laboratorio di analisi e ricerca interno che provvede al controllo delle birre e alla conservazione del lievito.  “Amo fare il birraio e non mi interessa fare altro che questo – ha detto Fabio Brocca dopo la premiazione –  mi piace avere sempre il controllo di ciò che accade in birrificio ed è li che voglio stare.” Un anno di celebrazioni per il Lambrate iniziato dunque nel migliore dei modi e che riserverà delle novità eclatanti, come l’imminente ampliamento produttivo (40hl l’impianto di cotta completamente automatizzato), o come l’annunciata apertura, entro qualche mese, di un pub a Berlino, che, assicura Fabio, sarà una splendida vetrina non solo per le birre delle casa ma anche per tutta la birra artigianale italiana.

birraio anno sala

È stato il teatro Obihall di Firenze ad ospitare la settima edizione de Il Birrario dell’Anno: in gara 20 birrifici artigianali e, novità di quest’anno, i 5 migliori birrifici emergenti. Non c’erano solo i birrai ma anche esperti, appassionati, curiosi, publican, operatori del settore, degustatori e i giudici che hanno votato i candidati, ognuno esprimendo tre preferenze.
Cento le birre in degustazione anche se non sono state le birre ad esser premiate ma i birrai, il loro lavoro, la tecnica produttiva, la filosofia, l’ultimo anno di lavoro tra novità e costanza qualitativa.

birraio anno classifiche

birraio anno birrificio italiano

agostino arioliUn premio che, coincidenza vuole, viene consegnato proprio nell’anno in cui si celebrano i venti anni dalla nascita del birrificio e del movimento artigianale stesso. Un settore che, partendo praticamente da zero, ha fatto passi da gigante togliendosi parecchie soddisfazioni anche nei paesi ad alta vocazione birraria. Pioniere della birra artigianale in Italia è Agostino Arioli che quest’anno festeggerà vent’anni della sua creatura: il Birrificio Italiano di Limido Comasco oggi unanimemente riconosciuto uno dei punti di riferimento della birra artigianale in Italia. Qui sotto  uno stralcio dell’ intervista rilasciata a cronachedibirra.it in cui Agostino ripercorre i suoi inizi:

 Cosa ti spinse a prendere la decisione di lanciarti in questa avventura?

Mah sai, la mia decisione non è che sia maturata quindici anni fa. E’ maturata molto prima: io ho cominciato a fare birra in casa nell’85 e poi pian piano ho visto che di questa passione se ne poteva fare un lavoro. Diciamo che la decisione di aprire un brewpub risale all’incirca al 1987 e quella di indirizzare i miei studi universitari verso la birra al 1989. Quindi sono partito come bevitore e appassionato, poi come homebrewer e poi come birraio professionista… un percorso che conosciamo molto bene e che si ripresenta anche oggi molto spesso per chi apre birrifici.

Com’era il settore della birra artigianale in Italia quando partisti con il Birrificio Italiano?

Beh, semplicemente non esisteva. Il primo gruppo di birrai che si sono incontrati per fondare l’associazione Unionbirrai risale al ’97. L’iniziativa fu promossa da Guido de La Centrale della Birra di Cremona, Enrico di Beba, Teo di Baladin, i ragazzi delVecchio Birraio di Campo San Martino e il sottoscritto. UB è nata così e pian piano abbiamo cominciato a confrontarci sulle birre e sui problemi e a far conoscere il nostro prodotto, partecipando con i nostri stand al Salone del Gusto, a Pianeta Birra, ecc. In questo modo lentamente si è messo in moto il movimento che oggi conosciamo molto bene.

 

 

 

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