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FRONTALIERI – Fermi chiama il Governo: “Renzi riveda quanto concordato”

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Il nuovo accordo sulla tassazione dei frontalieri, sul quale si e’ raggiunta l’intesa tecnica definitiva fra Confederazione svizzera e Italia (prologo ad una firma che dovrebbe arrivare in primavera, andando a sostituire l’attuale in vigore dal 1974) non piace al sottosegretario all’Attuazione del Programma e ai Rapporti istituzionali nazionali di Regione Lombardia Alessandro Fermi e al consigliere Luca Marsico, che ne hanno discusso ieri.

“Siamo di fronte a un accordo che non ci soddisfa affatto – hanno sottolineato Fermi e Marsico -, che andra’ a penalizzare sia i 60.000 lavoratori di frontiera, (fra i quali 25.000 varesini e altrettanti comaschi), sottoposti a un vero salasso, cosi’ come i Comuni di frontiera, che potrebbero vedere azzerati i ristorni con, a cascata, gravi conseguenze per garantire i servizi essenziali per la collettivita’. Per questa ragione auspichiamo vivamente una profonda rivisitazione dell’Intesa tecnica raggiunta facendo appello al Governo Renzi, affinche’ riveda profondamente quanto concordato”.

I penalizzati, secondo Fermi, sarebbero proprio i lavoratori e i territori di confine. “Invitiamo tutti i cittadini lombardi che hanno prestato lavoro in Svizzera negli anni passati e i parenti di quei lavoratori che sono deceduti prima del pensionamento – hanno concluso Fermi e Marsico – a ritirare il secondo pilastro, che spetta di diritto, in base a quanto versato al Governo elvetico negli anni di lavoro, e, in caso di dubbio, a rivolgersi tempestivamente alle organizzazioni sindacali. Sarebbe una beffa, se questo tesoretto restasse in Svizzera e per molti nostri concittadini potrebbe rappresentare una inaspettata boccata di ossigeno”.

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