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Influenza: pochi casi in provincia, ma il picco è in ritardo (IL DETTAGLIO)

Secondo gli esperti si tratta solo di un ritardo e non di un pericolo scongiurato. L’influenza, che al momento non sta destando troppi problemi sul nostro territorio, potrebbe colpire numerosi comaschi nelle prossime settimane. Anche nel mese di febbraio. L’abbassamento delle temperature, infatti, potrebbe favorire la circolazione del virus che lo scorso anno ha visto un record di contagi.

Lo scorso inverno caos in ospedali e ambulatori della provincia con tantissime persone colpite dai virus, anche con gravi complicanze: 65mila i casi nel comasco, con 15 persone ricoverate in Terapia intensiva per complicanze (13 su 15 non si erano sottoposti al vaccino) e cinque decessi. Una situazione legata al calo di vaccini – la percentuale più bassa degli ultimi anni – con un’adesione di circa il 50%. Per quest’anno però gli esperti parlano di un aumento delle somministrazioni rispetto allo scorso inverno.

I sintomi sono i classici: febbre anche sopra i 38 gradi, mal di gola, mal di testa e dolori. La fase acuta dovrebbe durare circa tre giorni ecco perché gli esperti consigliano assoluto riposo (anche per evitare contagi) e antipiretici. Se dopo tre giorni la situazione non migliora è bene rivolgersi al pediatra o al medico di famiglia.