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Il fantasma di Macbeth con il Trio Rigamonti in concerto

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Dopo le feste natalizie riparte la Stagione Sinfonica 2015/16 del Teatro San Teodoro che ha per titolo SHAKESPEARE ON THE BEACH. Con  la direzione artistica del Maestro Pierangelo Gelmini sono nove gli appuntamenti dedicati a William Shakespeare, nume ispiratore del programma.

Domenica 10 gennaio alle ore 17 è la volta de IL FANTASMA DI MACBETH, un concerto del Trio Rigamonti con musiche di Haydn, Mendelssohn e Beethoven

Il Trio Rigamonti è composto dai fratelli Miriam (pianista, nata nel 1992), Mariella (violinista, nata nel 1994) ed Emanuele (violoncellista, nato nel 1997), diplomati a pieni voti presso il Conservatorio “G. Verdi” di Como. Formatosi nella classe dei Maestri Federica Valli e Paolo Beschi, si perfeziona con il Trio di Parma presso l’”International Chamber Music Academy” di Duino e con il M° Iakov Zats presso l'”Accademia del Talento” di Desio (MB). Nel Settembre 2015 ha debuttato al prestigioso MUSIKVEREIN DI VIENNA in seguito alla vittoria del primo premio al “VIENNA GRAND PRIZE VIRTUOSO” International Music Competition.

stagione sinfonica san teodoro

Teatro San Teodoro via Corbetta, 7 Cantù

“Il fantasma di Macbeth” 

con

Trio Rigamonti

Mariella Rigamonti   violino

Emanuele Rigamonti violoncello

Miriam Rigamonti     pianoforte

biglietti 10 euro

 

PROGRAMMA

Franz Joseph Haydn (1732 – 1809)

Trio Hob: 25 in sol maggiore “Gipsy”

Andante – Poco adagio – Finale: Rondo all’ongarese. Presto

 

Ludwig van Beethoven (1770 – 1827)

Trio op. 70 n° 1 in re maggiore “Die Geister”

Allegro vivace e con brio – Largo assai ed espressivo – Presto 

 

Felix Mendelssohn-Bartholdy (1809 -1847)

Trio op. 49 n° 1 in re minore

Molto allegro ed agitato – Andante con moto tranquillo – Scherzo. Leggiero e vivace –

Finale. Allegro assai appassionato

 

Nel cuore di questo programma è collocato il “Geistertrio” di Beethoven,, ovvero “Trio degli spettri”, il cui titolo si spiega probabilmente con la presenza, in un quaderno di appunti, di alcuni abbozzi del secondo movimento accostati a quelli – sempre in re minore – della progettata opera sul Macbeth di Shakespeare. Composto nel 1808, un anno produttivamente eccezionale che vide il completamento della Quinta e della Sesta Sinfonia, il Trio in re maggiore op. 70 n° 1 venne eseguito per la prima volta nella casa della contessa Marie Erdòdy, dedicataria dell’intera op. 70.

In apertura del concerto viene proposto quello che è indubbiamente il trio più noto di Haydn. È noto come “Gypsy Trio” (o “Zigeuner-Trio”) a motivo del suo finale, “Rondò all’ongarese”, ossia in stile tzigano. Si tratta di un trio estremamente interessante in quanto nessuno dei suoi tre movimenti è conforme alle aspettative. Il movimento di apertura prevede, anziché un tempo veloce, un Andante che alterna e varia due temi differenti. Il movimento centrale è il consueto movimento lento ed è derivato dall’Adagio della Sinfonia 102 dello stesso compositore. Il finale vivace si basa su alcuni temi popolari gitani particolarmente cari al compositore, ed è un continuo alternarsi di maggiori e minori prima di correre senza sosta alla cadenza finale.

Haydn fu indubbiamente il modello di riferimento per le generazioni successive. La sua eredità, insieme a quella di Mozart, giunge anche a Mendelssohn, il cui Trio op.49 n° 1, composto nel 1839, pur rappresentando il primo cimento del compositore per questo organico, evidenzia una maestria che gli ha consentito di affermarsi nel repertorio cameristico, ponendolo spesso accanto ai celebri modelli che lo hanno preceduto.

Pierangelo Gelmini

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