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Concorso “Fammi Vedere”: “Frontiers” vince il premio del Consiglio Italiano per i Rifugiati. Secondo un corto girato a Como

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Un muro a separare due bambini che vogliono giocare. Questo l’argomento, semplice ma attuale e diretto, del cortometraggio di animazione che ha permesso a Hermes Mangialardo di aggiudicarsi il primo premio nella seconda edizione di “Fammi Vedere”, secondo premio per un corto girato a Como.

Il concorso, organizzato dal Consiglio Italiano per i Rifugiati con il sostegno Mediterranean Hope, progetto della Federazione italiana delle chiese evangeliche in Italia, e del Rotary E-club Rom@.it, ha come obiettivo quello di narrare le vicende dei rifugianti in cerca d’asilo, le loro esperienze di accoglienza o di rifiuto.

La giuria, composta tra gli altri da Walter Veltroni ed Enzo d’Alò, ha premiato con il secondo posto “Sentimenti e desideri di un rifugiato” di Gabriele Pangallo, che tratta della vita quotidiana di un profugo ospitato da Caritas, proprio nella città di Como. Dal punto di vista stilistico, Pangallo ha cercato il più possibile di porre il fruitore-spettatore nella persona del rifugiato, cercando la sua immedesimazione in modo tale da coglierne non solo quelle che sono le attività svolte, ma anche i sentimenti e le emozioni provati. Il testo del corto è stato interamente approvato dai cinquanta rifugiati presenti nella struttura Caritas.

In occasione del XXV anniversario del CIR, il suo presidente Roberto Zaccaria ricorda l’importanza di trattare questa tematica: “Ci sembra molto importante che in questo momento in cui c’è un forte allarme si possa parlare dei rifugiati attraverso uno strumento, quello del racconto breve attraverso i video, che può aiutarci attarverso immagini, suggestioni ed emozioni davvero a comprenderli meglio.”

Al terzo posto è giunto invece “Il rifiuto”, corto di Souleymane Dia che tratta dell’esperienza di un immigrato scappato dal paese natale per fuggire dalla guerra, e che si rende conto delle difficoltà di una vita in un paese estraneo, tra comportamenti ostili e mancanza della famiglia.

Per informazioni www.cir-onlus.org

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