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In Lombardia 30 femminicidi nel 2014. #nonseidasola: convegno in Regione per fermare la violenza sulle donne

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“Non sei da sola”. L’ha ripetuto più volte il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, aprendo i lavori del convegno organizzato a Palazzo Pirelli nella Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

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A Milano e alla Lombardia il triste primato dei femminicidi, 14 nella provincia e 30 in tutta la regione nel 2014 (+58% rispetto ai 19 del 2013). Sono i drammatici dati del rapporto dell’Istituto Eures con i quali ha dovuto fare i conti il Governatore Maroni e tutti gli intervenuti nel convegno odierno, condotto da Giusy Versace, per fare il punto sul fenomeno e per illustrare la campagna anti-violenza messa a punto dalla Direzione generale inclusione sociale della Regione Lombardia.

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IL SUPPORTO DELLA REGIONE – “Le donne che hanno subito violenza – ha detto Maroni – sia essa fisica, psicologica, stalking o sui luoghi di lavoro devono sapere che non sono sole. La Regione c’è, le istituzioni ci sono. Siamo al loro fianco per fornire tutto il supporto che serve in questi momenti”. Proprio da questa consapevolezza è nato l’accordo, sottoscritto già da un anno, con l’ordine degli avvocati di Milano per la formazione di figure ad hoc, pronte ad assistere nel migliore dei modi chi, purtroppo, ha vissuto queste situazioni.

LOMBARDIA APRIPISTA, L’ACCORDO CON GLI AVVOCATI – “Siamo orgogliosi di anticipare qui, in Lombardia – ha spiegato Maroni – iniziative che poi si faranno in tutta Italia e su questo tema non potevamo certo mancare. Desidero ringraziare Paola Bulbarelli e Maria Cristina Cantù che hanno iniziato questo lavoro. Sono molto soddisfatto di questa iniziativa perché questa sinergia con gli avvocati favorisce la denuncia. Purtroppo anche qua si registrano numeri importanti di violenza, ma spesso queste non vengono denunciate. E allora ecco perché torno a sottolineare che le donne non sono sole. Questo è il messaggio vero che vogliamo dare”.

IL PERCORSO, DONNE NON ABBIANO PAURA DI DENUNCIARE – Sono tante e sinergiche le azioni che la Regione sta portando avanti. “Vogliamo puntare sempre più sulla formazione, sulla conoscenza e vogliamo aiutare a far crescere la consapevolezza che in Regione c’è un sistema che aiuta e protegge – ha continuato Maroni – ma le donne non devono avere paura perché questo spesso impedisce la denuncia. Se non si denuncia è però evidente che chi commette violenza rimane impunito. E allora ci mettiamo a disposizione delle reti antiviolenza, mettiamo a disposizione la nostra capacità di formare, di dare un aiuto e di prevenire”.

LE CRISI DI COPPIA COME CAUSE SCATENANTI – Maroni ha poi fatto notare come spesso situazioni di violenza nascano in seguito a una crisi di coppia: “Gli uomini – ha detto – sono fragili e reagiscono con violenza. Bisogna quindi intervenire prevenendo e formando i ragazzi già a scuola”.

COMBATTERE VIOLENZA È PRIORITÀ – “Ci sono delle priorità – ha concluso Maroni – e per questo tema le risorse non mancano e non mancheranno”.

(Lombardia Notizie)

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Giusy Versace insieme a Daniela Maroni, per sostenere una politica contro gli abusi  

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“Da anni mi sto battendo per sostenere una politica fattiva per tutelare le donne in quanto la violenza di genere non è solo l’aggressione fisica di un uomo contro una donna, ma include anche vessazioni psicologiche, ricatti economici, minacce, violenze sessuali, persecuzioni. Abusi compiuti da un uomo contro una donna in quanto donna che, a volte, sfocia nella sua forma più estrema: il femminicidio”. Daniela Maroni scende in campo e lo fa durante il convegno organizzato e promosso da Regione Lombardia. 

La violenza contro le donne è un fenomeno ancora diffuso seppur, negli ultimi cinque anni, gli abusi  fisici o sessuali sono passati dal 13,3%  all’11,3%, questo a dimostrazione di una maggiore informazione del lavoro sul campo, ma soprattutto di una migliore capacità delle donne a reagire, a prevenire e combattere il fenomeno e di un clima di maggiore condanna della violenza. 

Secondo l’analisi dell’Istat è in calo la violenza fisica soprattutto sulle studentesse che passano dal 17,1% all’11,9%. Questa maggiore consapevolezza fa sì che la maggior parte delle donne ha la capacità di uscire dalle relazioni violente e, in molti casi, riescono anche a prevenirle. 

Un altro dato che detta un nuovo inizio è legato al fatto che, chi subisce violenza, arriva a percepirla come un reato (29,6%) e la denuncia, con sempre maggiore frequenza, alle forze dell’ordine (11,8%). Più spesso ne parlano con qualcuno (75,9%) e cercano un aiuto nelle strutture specializzate, centri antiviolenza, sportelli (4,9%). 

Questo in sintesi il quadro generale di quanto accade in una società all’avanguardia e alla ricerca

 

Giusy Versace nata a Reggio Calabria il 20 maggio nel 1977, figlia di Alfredo Versace, cugino dei noti fratelli Donatella Versace, Santo Versace e Gianni Versace, si occupa di moda fino a che, all’età di 28 anni, il 22 agosto 2005 ha subito un grave incidente stradale sulla statale Salerno-Reggio Calabria che le ha fatto perdere entrambe le gambe.

Nel 2007 torna a guidare. Nel 2010 inizia a correre con un paio di protesi in fibra di carbonio, diventando così la prima atleta donna italiana della storia a correre con doppia amputazione agli arti inferiori Nel 2011 fonda l’associazione Disabili No Limits Onlus, di cui è tuttora presidente.

 

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