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Lunedì del Cinema: il “Vulcano” nel cuore della comunità maya

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Ambientato in Guatemala, nel cuore di comunità di etnia maya, “Vulcano” racconta un mondo sospeso tra credenze ancestrali ed echi lontani di modernità; premiato con l’Orso d’Oro al Festival del Cinema di Berlino di quest’anno è il film in programma lunedì 23 novembre alle 21 per i Lunedì del Cinema dello Spazio Gloria.

Protagonista del film è la giovanissima María, che vive e lavora con la sua famiglia in una piantagione di caffè alle pendici di un vulcano. Nonostante sogni di andare nella “grande città”, la sua condizione non le permette di cambiare il proprio destino: a breve la aspetta un matrimonio combinato con Ignacio, il supervisore della piantagione. L’unica via d’uscita si chiama Pepe, un giovane raccoglitore di caffè che vorrebbe andare negli Stati Uniti: Maria lo seduce per poter fuggire insieme a lui, ma dopo promesse e incontri clandestini Pepe se ne va e la abbandona incinta. Più tardi, il morso di un serpente la costringerà a raggiungere quel “mondo moderno” che ha sognato così tanto, e che le salverà la vita. Ma a che prezzo…

La storia di Maria alla fin fine è quella di un travagliato coming-of-age in cui la nostra protagonista vorrebbe tanto fuggire per trovare se stessa, ma è imprigionata in una ragnatela. Tale ragnatela ha come fondamenta la tradizione del luogo, con tutte le sue superstizioni e i suoi riti del caso, molti dei quali li vediamo sul grande schermo. Sono tutti veri.

C’è anche un gran senso della Natura, della sua forza impassibile e austera, in Ixcanul Volcano. Dalla forza del vulcano arriva una strana energia, dalle sue scintille giunge la speranza, mentre nella piantagione di caffè i serpenti non tendono ad allontanarsi nemmeno con i metodi più avanzati (americani, ovviamente…). C’è persino un certo senso di sessualità e sensualità a tratti quasi primordiale, si veda la scena di Maria con l’albero.

Visivamente il film è uno splendore, composto sia da inquadrature fisse di ogni tipo (dai primissimi piani ai campi totali) passando per inquadrature mobili girate con mano sicura. La fotografia è di qualità sopraffina, e non si potrebbe chiedere di meglio da un prodotto dal genere.

SPAZIO GLORIA via Varesina – Como

23 novembre ore 21

VULCANO – IXCANUL 

Regia e sceneggiatura: Jayro Bustamante. Fotografia: Luis Armando Arteaga. Montaggio: Cesar Diaz. Musica: Pascual Reyes. Interpreti: María Mercedes Coroy, María Telón, Manuel Manuel Antún, Justo Lorenzo, Marvin Coroy.
Guatemala, Francia 2015. 93 minuti.
Orso d’Oro Festival di Berlino 2015.

Ingressi: Intero 7 euro – Ridotto 5 euro (under 21 – over 65)
Abbonamento del ciclo (15 film) 60 euro
Ingresso riservato ai soci ARCI

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Note di Jayro Bustamante
Ho trascorso la mia infanzia sugli altipiani del Guatemala, la terra dei Maya, circondata di vulcani e permeata di antiche tradizioni indigene. Da piccolo, attraversavo le montagne insieme a mia madre, accompagnandola nelle sue campagne sanitarie, che consistevano nel convincere la donne maya a vaccinare i loro bambini. Cercare di instaurare dei rapporti amichevoli tra le comunità maya e mestizo (meticcie) era un’impresa davvero ardua. In molti casi, i maya non parlavano spagnolo e le montagne erano una regione pericolosa a causa del conflitto armato che in quel periodo insangui- nava il Paese. Anni dopo, mia madre condivise con me la sua indignazione quando scoprì che alcuni funzionari sanitari pubblici erano coinvolti nel sequestro di bambini maya, contribuendo in questo modo a spezzare dei legami che erano stati costruiti con grande difficoltà e a costo di numerosi sforzi e sacrifici nel corso di anni. Questo è stato il punto di partenza del mio racconto.

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