CiaoComo - Notizie in tempo reale, news a como di cronaca, politica, economia

Inizia con l’anteprima la settimana di “Un ballo in maschera” al Sociale

Più informazioni su

La terza opera in cartellone nella Stagione Notte 2015/16 è UN BALLO IN MASCHERA di Giuseppe Verdi, in scena al Teatro Sociale il 26 e 28 novembre alle ore 20.30. Il melodramma verdiano manca da moltissimi anni dal cartellone del teatro cittadino, sarà, dunque, l’occasione per riscoprire l’opera anche grazie alla consueta anteprima di lunedì 23 novembre, alle ore 18.30 nel Foyer del teatro con Jacopo Brusa, segretario artistico del Teatro “G. Fraschini” di Pavia.

L’opera musicata da Verdi su libretto di Antonio Somma è ispirata ad un fatto storico, l’assassinio del re di Svezia Gustavo III ad opera di una congiura ordita da nobili svedesi durante un ballo in maschera e venne rappresentata il 17 febbraio 1859 al Teatro Apollo di Roma. Inizialmente l’opera doveva essere rappresentata al Teatro San Carlo di Napoli e si doveva intitolare Una vendetta in domino, ma il soggetto non fu accettato dalla censura borbonica. La storia di un marito che uccide il presunto rivale, niente meno che il re di Svezia, fu considerata troppo oltraggiosa, soprattutto in pieno clima risorgimentale. Di conseguenza Verdi introdusse alcune modifiche, spostando in particolare l’azione dalla Svezia a Boston e trasformando il re in un governatore. Il dramma storico originale venne così a perdersi, risultandone tuttavia esaltato, anche grazie ad una travolgente inventiva melodica, l’approfondimento delle vicende e passioni dei vari personaggi, in quello che Gabriele D’Annunzio definì «il più melodrammatico dei melodrammi».

Nell’ allestimento proposto al Teatro Sociale giovedì (replica sabato), la regia sarà firmata da Nicola Berloffa  che si è affermato con originalità nel panorama italiano e internazionale e che, per la prima volta, affronta  il grande repertorio verdiano. Berloffa definisce “Un ballo in maschera” un perfetto thriller: Da libretto ci troviamo a Boston nel ‘700, dove in una lasciva corte capitanata dal Conte Riccardo si scontrano pensieri più puritani e retti. I congiurati operano nella loro causa, l’omicidio del Conte, dall’inizio stesso parte un countdown serrato per lo spettatore che attenderà con ansia la scena del delitto finale, insomma… un thriller perfetto.

un ballo in maschera nicolaberloffa_608

Per cogliere la completezza de Un ballo in maschera, bisogna pensare di lavorare su quattro opere differenti, per situazioni, scene, intrecci. Ballo è un’insieme schizofrenico, forse l’unica vera opera verdiana bagnata nel grande romanticismo ottocentesco europeo, un’opera di tormenti, follie e ironia. Questo insieme di elementi drammaturgici permettono una totale libertà di espressione al regista che può attingere a piene mani da tutto il repertorio.

Nel libretto troviamo vari piani di lettura: una causa politica fa da sfondo ad una storia d’amore platonica, in alternanza a scene più leggere con un rimando all’operetta francese ottocentesca; il compito più arduo è cercare di livellare in modo giusto tutti questi ingredienti senza castrare il gusto di ogni singola scena, scene che si susseguono con alternanze bipolari di sentimenti e di smarrimenti.

La forte caratterizzazione folcloristica di alcune scene permette di dipingere un’America da cartolina dove si intrecciano al dramma tutti gli elementi necessari per spiegare allo spettatore la scena. Proprio da questo ipotetico dramma folcloristico parte l’idea di regia: un viaggio nell’immaginario storico e visivo di quello che potrebbe essere l’America in un dramma romantico. Una ricostruzione evocativa del Teatro Ford di Washington, luogo dove si è svolto un’altro omicidio politico storico, quello di Abraham Lincoln, fa da cornice allo svolgersi della storia con una ricostruzione fortemente teatrale di tutti i luoghi deputati all’azione; cowboy, indiani, amish, cortigiani e borghesi si scambiano continuamente in questo dramma di ‘travestimenti’, in cui fino alla fine le vere identità non saranno messe a nudo. – Nicola Berloffa

un ballo in mAschera1

Completeranno l’allestimento le scene di Fabio Cherstich, i costumi di Valeria Donata Bettella e le luci di Marco Giusti. La direzione sarà affidata al Maestro Pietro Mianiti che guiderà un cast di voci acclamate nel panorama  del mondo operistico: tra queste ritroviamo nei ruoli primari quelle di Anna Maria Chiuri (Ulrica), Angelo Veccia (che debutta il ruolo di Renato), Sergio Escobar (Riccardo), Daria Masiero (Amelia). Al loro fianco Shoushik Barsoumian, Carlo Checchi, Mariano Buccino e Giuseppe Distefano.

 

 

 

Più informazioni su