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Lunedì del Cinema: una dura storia albanese in “Vergine Giurata” al Gloria

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Hana Doda cresce sulle montagne albanesi, dove vige una cultura arcaica, maschilista, basata sull’onore, che non riconosce alle donne alcuna libertà. Per sfuggire al suo destino Hana si appella alla legge della sua terra, il Kanun: giura di rimanere vergine, prende il nome di Marc e si fa uomo, ottenendo così gli stessi diritti dei maschi, ma rinunciando alla sua femminilità e ad ogni forma di amore. Un rifiuto che diventerà la sua prigione. Dopo anni e anni a indossare un vestito e un ruolo che non rispecchiamo la sua identità, decide che è il momento di provare a cambiare ancora.Hana si trasferisce in Italia dove la sua vita non sarà meno difficile.

La regista romana Laura Bispuri esordisce nel lungometraggio raccontando la dura storia di Hana Doda, interpretata da Alba Rohrwacher, liberamente ispirata al romanzo “Vergine Giurata” di Elvira Dones, film presentato in concorso al Festival di Berlino 2015 e, questa sera alle 21, sarà proiettato allo Spazio Gloria di via Varesina per la rassegna i Lunedì del Cinema. Una bella sfida quella di Laura Bispuri, che racconta una storia locale che però tutti possono capire. Un film dal respiro un po’ più ampio del solito, un respiro europeo. «Una riflessione interessante sulla sessualità e sul desiderio di evitare ogni forma di repressione» secondo Andrea Chimento, critico cinematografico de Il Sole 24 Ore,

Ingressi: Intero 7 euro – Ridotto 5 euro (under 21 – over 65)
Abbonamento del ciclo (15 film) 60 euro
Ingresso riservato ai soci ARCI

Hana Doda, per fuggire al destino di moglie e serva imposto alle donne nelle dure montagne dell’Albania, segue la guida dello zio e si appella alla legge arcaica del Kanun. Una legge che consente alle donne che giurano la loro verginità di imbracciare il fucile e di vivere e agire liberamente come un uomo. Per tutti Hana diviene Mark, Mark Doda. Ma qualcosa di vivo pulsa e si agita sotto le nuove vesti. Quella scelta diviene la sua prigione. Quel luogo immenso improvvisa- mente le sta stretto. E’ così che Mark decide di intraprendere un viaggio a lungo rimandato, lascia la sua terra per andare in Italia… “Vergine giurata”, lungometraggio d’esordio di Laura Bispuri, esplora il tema dell’identità, non solo di genere, attraverso immagini essenziali, e allo stesso tempo ricercate, che descrivono i corpi e le cose da vicino, con intimità e partecipazione. La regia cerca una qualità ipnotica, con dialoghi essenziali, ma la storia è resa esplicita dalla limpidezza della narrazione e dalla recitazione intensa e toccante di Alba Rohrwacher, interprete di una femminilità di confine priva di vanità ma non di sensualità.
La conoscenza del corpo e dell’animo femminile si fa forma filmica, accende una luce su una realtà sommersa, ancora poco vista al cinema.

Note di Laura Bispuri
La femminilità, raccontata nelle sue mille dimensioni e contraddizioni, è il cuore di “Vergine giurata”. Ho scelto di raccontare il percorso di un essere umano profondamente diviso, assumendo tale complessità come punto d’ingresso nella storia stessa. Con Hana/Mark passiamo costante- mente la linea di una doppia identità, attraversando dimensioni temporali, storie, stati d’animo diversi. Nel seguire la storia di Hana/Mark, necessariamente frammentata, siamo però guidati da una continuità emotiva. Sono stata il più possibile vicino al mio personaggio e ho cercato di farlo essere vicino a noi. Volevo che fosse la poesia ad accompagnare la visione della storia; una poesia ruvida ma capace di commuovere.

lunedi cinema vergine giurata locandina

 

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