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Mense scolastiche: l’inchiesta di Ciao Como sbarca a Palazzo Pirelli (LE FOTO)

Questa mattina si è tenuta una tavola rotonda a Palazzo Pirelli a Milano organizzata dal M5S Lombardia dal titolo “Possibilità di scelta tra la mensa scolastica e la schiscetta”. L’incontro, organizzato e moderato da Paola Macchi, Consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, nasce da una raccolta firme, proposta dalla stessa Macchi, per dare la possibilità ai genitori di scegliere se mandare il proprio figlio in mensa o dargli il cibo preparato a casa, la così chiamata “schiscetta”. Diversi gli ospiti intervenuti, chi a favore, chi contro la schiscetta, che hanno dato vita ad un dibattito molto interessante ed articolato evidenziando le problematiche e le criticità legate sia al servizio mensa, ritenuto spesso caro e dalla qualità non sempre eccelsa, sia al cibo portato da casa.

Ivana Rusconi e Paola Macchi

Ivana Rusconi e Paola Macchi

L’incontro, dopo l’apertura della consigliera Macchi, ha visto protagonista l’inchiesta di Ciao Como, rappresentata da Ivana Rusconi, sulle mense scolastiche. Rusconi ha relazionato sui risultati dell’indagine che ha visto come protagonisti politici, professionisti del settore alimentare e genitori. Diversi i punti toccati, in particolar modo le problematiche di conservazione del cibo portato da casa, il maggior rischio di condivisione del cibo con bambini allergici o intolleranti e il relativo problema dell’assunzione delle responsabilità, l’ipotesi di migliorare la qualità del cibo servito in mensa scegliendo alimenti a chilometro zero. Tanti gli ospiti che si sono susseguiti. Sonia Cotri, insegnate di Bergamo, la quale ha “un’esperienza positiva della mensa a scuola”, ma domanda perché si fanno “appalti ergastolo che durano anche trent’anni e perché nel caso di continue lamentele per la pessima qualità del cibo non si rescinda il contratto in tempi brevi”. Assolutamente a favore della schiscetta l’insegnante Maria Grava: ” Il momento del pasto è tempo scuola, un momento conviviale e ludico, che è giusto il bambino possa vivere insieme ai suoi compagni. Ma bisogna dire no oll’ omologazione. Il cibo è emozione, è la nostra storia, quella della nostra famiglia, ed è bello condividere quest’emozione con gli altri.

locandina

Dello stesso parere anche la nutrizionista Elisabetta Marcorsini, che pone l’accento sul fattore emozionale del cibo. “La preparazione del pasto a casa da parte della famiglia è un momento di piacere. Portando il cibo da casa, poi, il momento del pasto può anche diventare momento di aggregazione e di integrazione laddove ci siano bambini di altre culture” . Contro la schiscetta a scuola Laura Cirillo, un genitore di San Donato Milanese che dice di considerare il pasto servito in mensa di buona qualità. “Lavoro tutto il giorno come tante mamme, e alla fine mi ritroverei a dare a mio figlio sempre e solo pizzette o panini. La mensa riesce a garantire un pasto migliore di quello che potrei dare io”. A favore invece Sara Montrasio, mamma di un bambino che per tre anni in mensa ha mangiato solo il pane e l’acqua. “Preferirei preparare io il cibo per mio figlio” e sulla questione conservazione aggiunge che “ci sono tanti alimenti che si prestano maggiormente ad essere conservati. Potremmo pensare anche a un giorno dell’assaggio, dove si dà la possibilità al bambino di provare tanti cibi in piccole porzioni”.

E’ intervenuto anche Franco Gallo, dell’Ufficio Scolastico Regionale, che è entrato in merito alle problematiche che potrebbero insorgere a livello di vigilanza nel caso del cibo portato da casa e  Egardo Valerio, Direttore DPM ASL Milano 1, che ha sottolineato come l’Asl dia delle linee guida rispetto ai menù. “Ci deve essere una particolare abilità da parte dell’Azienda di ristorazione nel capire quali sono gli alimenti poco graditi e proporre un’alternativa, arginando così il problema degli sprechi di cibo”.

Marco Zullo, Europarlamentare di M5S Lombardia, ha ricordato che ci vuole la collaborazione delle famiglie: “E’ importante dare il buon esempio. Nelle mense scolastiche si possono usare prodotti di alto livello che sono sì cari, ma ci sono sistemi per abbattere i costi, ci vuole solo la volontà”.

Infine dal pubblico è intervenuto Luca Ceruti, Consigliere di minoranza del Movimento 5 stelle del Comune di Como che ha accennato alla situazione che sta affrontando la nostra città, quella della proposta di realizzare un unico punto cottura in luogo dei diciassette attuali. Al di là della questione della qualità del cibo, ci si chiede come un punto cottura che prepari 4500 pasti al giorno possa mantenerne alto il livello, Ceruti si chiedeva se un domani gli spazi delle ex cucine non possano diventare refettori per poter consumare il pasto portato da casa. Si chiedeva inoltre se l’assistenza nel momento del pasto non possa essere fatta da volontari come genitori e nonni.

Un tema, quello delle mense scolastiche e della schiscetta, molto sentito, con pareri spesso contrastanti. Un tema sul quale nei prossimi giorni, soprattutto a Como, si tornerà a parlare.

Ivana Rusconi