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Sant’Anna: cardiologia all’avanguardia con due importanti pubblicazioni

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Due cardiologi dell’ospedale Sant’Anna di San Fermo della Battaglia hanno pubblicato su Lancet e New England Journal Of Medicine due articoli scientifici sulle strategie di trattamento dell’infarto miocardico.

Si tratta di Mario Galli, responsabile del Laboratorio di Emodinamica del presidio di San Fermo della Battaglia, e del collega Filippo Russo, coautori di due articoli scientifici redatti nell’ambito del Progetto Matrix, il più grande studio italiano condotto in cardiologia, patrocinato dalla Società Italiana di Cardiologia Invasiva, al quale l’Unità Operativa di Cardiologia, diretta da Carlo Campana, ha aderito nel 2012.

I due lavori, inseriti nelle due riviste scientifiche tra le più prestigiose a livello mondiale, analizzano due aspetti della gestione dell’infarto, la prima causa di morte nei paesi industrializzati ed entro il 2020 anche nei paesi in via di sviluppo, con risvolti concreti nell’attività di cura.

La prima pubblicazione, intitolata “Radial versus femoral access in patients with acute coronary syndromes undergoing invasive management: a randomised multicentre trial”, vede Mario Galli tra i coautori ed è stata edita a giugno su Lancet e ha contribuito recentemente a modificare le linee guida della Società Europea di Cardiologia.

L’articolo dimostra che in caso di coronarografia ed eventuale angioplastica coronarica per pazienti colpiti da infarto (sindrome coronarica acuta) la scelta dell’accesso vascolare radiale, cioè quello tramite l’arteria del polso attraverso la quale si introducono i cateteri per raggiungere le coronarie, rispetto a quello femorale (dall’arteria femorale all’altezza dell’inguine) è associato a una significativa riduzione degli eventi clinici avversi, principalmente per una significativa riduzione dei sanguinamenti e della mortalità.

MARIO GALLI - CARDIOLOGO - RESP EMODINAMICA

MARIO GALLI – CARDIOLOGO – RESP EMODINAMICA

“Tale dato – spiega Mario Galli – è stato utilmente recepito dalla comunità scientifica tanto da modificare le linee guida della Società Europea di Cardiologia sul trattamento delle sindromi coronariche acute nella loro accezione ampia che, nella loro ultima riedizione del 2015, raccomandano l’accesso radiale come l’accesso vascolare di prima scelta nel paziente che deve essere sottoposto a coronarografia e rivascolarizzazione miocardica”.

FILIPPO RUSSO CARDIOLOGO

FILIPPO RUSSO CARDIOLOGO

La seconda pubblicazione, “Bivalirudin or unfractionated heparin in acute coronary sindromes”, di cui Filippo Russo è uno dei coautori, è edita sul New England Journal of Medicine di settembre e documenta la “non superiorità” di uno dei due farmaci anticoagulanti rispetto all’altro nei pazienti inclusi nello studio Matrix. L’articolo dimostra che i due trattamenti farmacologici sono equivalenti e hanno dimostrato un’efficacia comparabile nel controllo delle complicanze di tipo emorragico e delle trombosi.

Trattandosi di una pubblicazione di settembre, non ha ancora modificato le indicazioni riportate dalle linee guida, ma i risultati sono già stati presentati in occasione dei più importanti congressi europei, come il Congresso della Società Europea di Cardiologia di Londra, e americani (Congresso dell’American College of

Cardiology a San Diego) ed è verosimile che in occasione della prossima revisione delle linee guida in merito al trattamento delle sindromi coronariche acute lo studio modifichi le raccomandazioni sulla strategia anticoagulante nei pazienti affetti da infarto.

 

Matrix

Il Programma Matrix è nato dalla necessità di chiarire quale sia l’approccio ottimale in termini di scelta di accesso arterioso e di terapia anticoagulante nel paziente con infarto (sindrome coronarica acuta) sottoposto a coronarografia ed eventuale angioplastica coronarica.

I dati della letteratura esistente sono finora apparsi controversi o perlomeno non univoci in merito alla maggiore efficacia e sicurezza al ricorso per questi pazienti a due differenti accessi arteriosi (radiale/femorale) e a due differenti farmaci anticoagulanti (eparina non frazionata/bivalirudina).

Lo studio Matrix, patrocinato dalla Società Italiana di Cardiologia Invasiva, è uno studio prospettico, multicentrico, randomizzato, in aperto che è da un’idea tutta italiana del professor Marco Valgimigli, primario della Cardiologia interventistica dell’ospedale universitario di Berna.

Matrix rappresenta, a oggi, il più grande studio italiano condotto in cardiologia e ha arruolato più di 8.000 pazienti seguiti nei principali laboratori di cardiologia interventistica d’Italia. Tra questi, il Laboratorio di Emodinamica dell’ospedale Sant’Anna, che, dall’ottobre 2012 al novembre 2014, ha inserito nel programma 215 pazienti comaschi.

Nel progetto sono stati coinvolti anche centri europei di Spagna, Olanda e Svezia.

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