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Guardia medica sopressa a Cernobbio, le preoccupazioni del sindaco

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“Permangono le mie preoccupazioni per ciò che concerne la chiusura del presidio cernobbiese di continuità sanitaria assistita. Ringrazio, comunque, la dottoressa Cristina della Rosa, responsabile del Dipartimento Cure Primarie dell’ASL di Como, che ha illustrato le differenze tra il vecchio servizio di Guardia Medica e la nuova forma di continuità assistenziale. Ciò non toglie che il nostro territorio ora è privo di un presidio sanitario locale “. Così Paolo Furgoni, sindaco di Cernobbio, dopo l’incontro dedicato alla decisione adottata dall’ASL comasca di sopprimere, dal 1° ottobre scorso, il servizio di Guardia Medica a Cernobbio. Un servizio, secondo il primo dittadino, particolarmente significativo per tutto il comprensorio del Basso Lario e sulla cui mancanza permane viva apprensione: “Purtroppo in quell’incontro non sono state fornite spiegazioni sulle scelte che hanno portato alla rimozione di questo punto fondamentale di riferimento nell’assistenza sanitaria locale. Una decisione, inoltre, adottata in contemporanea con l’applicazione della riforma del settore promossa da Regione Lombardia che privilegia un’assistenza di tipo territoriale accanto a quella ospedaliera. Invece i cittadini devono fare riferimento al numero verde 840.000.661 in caso di necessità, onde evitare di raggiungere la sede della Guardia Medica di via Carso 88 a Como; ubicazione, del resto, non certamente comoda per chi arriva dal Basso Lario – ha proseguito Furgoni -. Nonostante questo sono comunque soddisfatto della disponibilità manifestata dalla dr.ssa della Rosa a nome dell’ASL di Como, di valutare insieme i primi risultati effettivi dopo questo cambiamento improvviso. Ciò, però, non esclude che, insieme a tutti i rappresentanti delle altre Amministrazioni comunali del Basso Lario anche nelle prossime occasioni, continuerò a chiedere all’ASL di rivedere questa sua scelta”.

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