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FOTO E VIDEO – 40 anni di amicizia con Tokamachi: Como festeggia con i bimbi

Una lunga amicizia, che dura da ben 40 anni, portata avanti dal Comune di Como e dall’allora sindaco Antonio Spallino, ma anche e sopratutto dal tenace ex presidente della Famiglia Comasca Piercesare Bordoli. E oggi è stata la figlia Laura a rappresentarlo idealmente nell’aula del consiglio comunale di Como, pochi mesi dopo la sua scomparsa. Bordoli avrebbe voluto esserci, tagliare questo importante traguardo: 40 anni di amicizia e gemellaggio con la città giapponese di Tokamachi. E stamane, a Palazzo Cernezzi, cerimonia di ricevimento ufficiale con il saluto della banda nel cortile del Municipio e poi i discorsi ufficiali nell’aula consiliare cittadina.

Il sindaco di Como, Mario Lucini, insieme al prefetto Bruno Corda, al presidente del Consiglio comunale Stefano Legnani, ai consiglieri comunali, ad Alberto Longatti, presidente della Famiglia Comasca, hanno accolto il sindaco di Tokamachi Yoshifumi Sekiguchi, accompagnato dal presidente dell’associazione Como-Tokamachi, Hideji Maruyama e da numerosi concittadini. Non poteva mancare Akiko Izawa, presidente di Miciscirube, presente insieme ai componenti dell’associazione italo-giapponese nata a Como. Inno del Giappone e inno d’Italia suonati dalla Banda Baradello, bandierine con il sole rosso su sfondo bianco e il tricolore italiano sventolate dagli alunni della scuola primaria Francesco Baracca (gemellata con una scuola di Tokamachi) hanno accolto la delegazione che ha fatto il suo ingresso a Palazzo Cernezzi, arrivando da via Vittorio Emanuele II. Immancabili i tradizionali kimoni, indossati da tanti componenti, sindaco di Tokamachi in testa. Dallo scalone d’onore, il gruppo si è spostato nella sala consiliare e in sala Stemmi, allestita con un maxi schermo per consentire al numeroso pubblico di assistere alla cerimonia. I discorsi ufficiali sono stati aperti dal sindaco di Como Mario Lucini: “E’ con grande gioia che accogliamo la delegazione della città di Tokamachi che ricambia la visita della delegazione del Comune di Como nella vostra città nello scorso mese di luglio. Coloro che in quella occasione hanno avuto la possibilità di visitare il Giappone, e la vostra città in particolare, ci hanno raccontato con entusiasmo della calorosa accoglienza ricevuta, dell’opportunità di conoscere una cultura e delle tradizioni diverse dalle nostre, di stringere legami di amicizia. Ci hanno detto di essersi sentiti proprio come a casa. Vogliamo accogliervi oggi nella nostra città con la stessa amicizia e con la stessa ospitalità con la quale siamo stati accolti a Tokamachi. Questo è lo spirito che anima il gemellaggio: è l’apertura all’altro che ci fa scoprire che le differenze di lingua, cultura e tradizione, non sono dei muri che ci separano, ma delle ricchezze che ci fanno crescere. E questa è anche la straordinaria esperienza dell’Expo, che si svolge a pochi chilometri da qui e che visiterete nei prossimi giorni: l’opportunità di incontrare e conoscere popoli che sembrano così lontani da noi, ma che appartengono alla stessa famiglia umana. Tutti noi sappiamo come in un mondo che sembra essere globalizzato vi sia in realtà ancora molta strada da percorrere per costruire una vera comunità tra i popoli. Una comunità che superi le diffidenze e i pregiudizi che sono ostacolo al raggiungimento della pace. E l’esperienza dei gemellaggi, come quello tra le nostre due città, porta un contributo, magari piccolo ma certamente significativo, alla costruzione di questa comunità. È stata una bambina la prima grande sostenitrice del nostro gemellaggio. Oggi, ad accogliervi sono presenti anche le bambine e i bambini della scuola di via Brambilla, gemellata con una vostra scuola. I bambini hanno tanto da insegnare a noi adulti: l’entusiasmo, la spontaneità, la curiosità, la voglia di stare insieme. A loro va oggi il nostro grazie per questa testimonianza di cittadinanza mondiale che aiuta il nostro gemellaggio non solo a mantenersi vivo dopo tanti anni, ma anche a rinnovare ogni volta gli scopi nobili per i quali è stato voluto”. Ai presenti, Lucini ha letto un messaggio del sindaco Antonio Spallino che il 27 febbraio del 1975 firmò il patto di gemellaggio con Tokamachi e che ha rivolto un “ricordo affettuoso” agli amici giapponesi. Ha quindi preso la parola il sindaco di Tokamachi, Yoshifumi Sekiguchi. “Buongiorno Como” ha esordito, in italiano, il primo cittadino. “Il patto firmato contribuisce alla pace e al bene delle nostre comunità” ha proseguito Sekiguchi. Non poteva mancare il ricordo di Piercesare Bordoli, indimenticato presidente della Famiglia Comasca, associazione impegnata da sempre nel sostenere il gemellaggio di Como con il Giappone. “La vostra amicizia resterà sempre nei nostri cuori. Siamo orgogliosi di esservi amici. Vi aspettiamo nel 2020 quando il Giappone ospiterà le Olimpiadi e le Paraolimpiadi”. Dopo i saluti del prefetto Bruno Corda, è seguito l’intervento di Alberto Longatti. “Questa visita è un’occasione felice per rinsaldare l’amicizia, anzi la fraternità che ci lega e per guardare al futuro”. “Cari amici di Como continuiamo a coltivare la nostra amicizia” ha concluso il presidente dell’associazione Como-Tokamachi, Hideji Maruyama. Ai discorsi ufficiali è seguito lo scambio dei doni. Gli alunni della scuola primaria di via Brambilla hanno quindi intonato Sakura Sakura una canzone tradizionale che parla della bellezza dei fiori di ciliegio, l’albero più amato dai giapponesi e consegnato alcuni doni. Ad entrambi i sindaci, sono stati consegnati un libretto con il testo della canzone e rami di ciliegio realizzati dai bambini

All’arrivo della delegazione nel cortile del municipio gremito di cittadini, la banda cittadina ha eseguito l’inno giapponese

Dopo la cerimonia, la delegazione visiterà la sede della Famiglia Comasca, il battello Patria e  Villa Olmo, dove accompagnati dall’assessore alla Cultura Luigi Cavadini,  visiterà la mostra “Com’è viva la città. Art & the city 1913-2014”. Nel pomeriggio alle 16 nell’auditorium del Collegio Gallio, è previsto lo spettacolo “Italia e Giappone: paesi diversi, un’anima sola”; in serata, infine, l’appuntamento con la cena di gala a Villa Geno con l’accoglienza da parte dei figuranti del Palio del Baradello