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Aiuto a chi è senza lavoro, apre il bando per il Fondo di solidarietà (DETTAGLIO)

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Dal mese di dicembre verrà formalmente aperto il bando di accesso al Fondo di Solidarietà attualmente con una disponibilità di 230.000 euro.” Questo è quanto dichiarato ieri dalla Fondazione della Comunità Comasca al Tavolo della competitività e dello sviluppo, riunitosi a Villa del Grumello, che include le principali realtà istituzionali e non della provincia. Il fondo, la cui realizzazione era stata proposta dalla fondazione già nel 2012, sarà finalmente sbloccato alla fine di quest’anno.

L’obiettivo è quello di permettere a disoccupati e inoccupati della provincia di Como di percepire un pagamento in cambio di lavori di utilità sociali presso istituzioni o enti ad esse convenzionati. Saranno quindi comuni o aggregati a richiedere l’accesso al fondo una volta individuate le figure lavorative di cui necessitano e operata la selezione del personale. I soldi stanziati permetteranno però di retribuire in voucher solo la manodopera lavorativa, escludendo quindi corsi di formazione o aggiornamento.

230.000 euro è però solo la cifra di base, che il Tavolo si incarica e si augura di aumentare e di rendere continuativa anche in futuro, per permettere che non resti un aiuto una tantum a chi ha perso o non trova lavoro, ma che possa essere un sostegno di cui il maggior numero di persone abbia a godere.

Si prosegue invece verso la realizzazione della variante della Tremezzina. Il progetto, già bocciato dalla Soprintendenza regionale al paesaggio, ha ricevuto invece il via libera dal Provveditorato alle opere pubbliche, a patto che vengano attuate le modifiche richieste. C’è tempo fino a fine ottobre per raggiungere l’intesa riguardo l’opera, di cui si sta occupando in persona il ministro Delrio insieme ad ANAS, si rischia altrimenti di perdere i fondi stanziati.

Altro tema caldo è l’introduzione del pedaggio per la nuova tangenziale di Como. Già ad aprile il Tavolo aveva inviato una lettera in cui sottolineava l’importanza della gratuità del transito al presidente della regione Maroni, volontà riconfermata ieri.

Andrà incontro ad un accorpamento, infine, la Camera di Commercio di Como, che non ha più il numero minimo di aderenti, pari a 75.000 imprese, dopo il riordino della camere di commercio italiane. Favorita per la fusione è Lecco, ma non si escludono altre soluzioni.

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