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“Salviamo il piantone di Segantini”, un appello per il faggio del Cornizzolo

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La raccolta fondi è cominciata, e non c’è tempo da perdere: “Salviamo il piantone di Segantini”. Come si ricorderà infatti il “piantone”, un faggio monumentale simbolo del Cornizzolo, è stato divelto lo scorso 23 settembre dalla pioggia e dalle le forti raffiche di vento che a 114 km/h hanno imperversato sulla cima della montagna. Il “Piantone Segantini”, chiamato così perchè secondo la leggenda sotto le sue fronde nell’Ottocento amava venire a dipingere l’artista milanese per trovare l’ispirazione giusta per i suoi celebri paesaggi rurali, ha più di trecento anni, dicono gli esperti e, vederlo riverso sul fianco del monte è una tristezza.

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Sotto la chioma dell’immenso faggio si è costituito il Comitato Piantone Segantini,  un gruppo di abitanti di Eupilio, unitamente ad amministratori di vari enti tra cui Parco Lago Segrino, Comunità Montana e Regione Lombardia che si sono mobilitati per il salvataggio del famoso albero che veglia dal Cornizzolo su tutta la Brianza. L’appello è partito da Facebook “Abbiamo quindi scelto di intraprendere la strada del “crowfunding”: chiunque può dare il proprio supporto tramite questo link per salvare il Piantone. La transazione è sicura e nominativa. Il valore minimo di donazione è 1€. Il valore massimo è quanto ritieni sia più degno e meritevole per il Piantone. Ricorda soprattutto che: BASTA POCO, SE SIAMO IN TANTI”, segue l’invito a condividere la pagine

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La donazione sopra i 2€ e i 5€ prevede una ricompensa, la possibilità di inserire una dedica al Piantone. I messaggi verranno raccolti per un utilizzo futuro in memoria di questa iniziativa. Il pensiero più bello diverrà leggibile sotto l’ombra del Piantone. 

Link per il sito di raccolta fondi:http://www.kapipal.com/e4bfe6b19cb14c15a010c8c8e1ced101
Per chi volesse preferire l’utilizzo dei mezzi canonici per dare il proprio contributo, ecco l’IBAN del Comitato:
IT82 P083 2970 3100 0000 0191 686

 

LETTERA APERTA DEL COMITATO:
All’attenzione dei Cittadini, dei Sindaci.
Mercoledì 23 settembre le nostre zone sono state colpite da un’ondata di maltempo. Forti raffiche di vento hanno raggiunto sul monte Cornizzolo i 114 km orari, sradicando parzialmente il grande faggio secolare che veglia su tutta la Brianza.
Il “Piantone”, come denominato nei paesi di Eupilio e Limitrofi, non si tratta solo di una pianta imponente, ma di un simbolo. Una presenza. Questo faggio conta circa 300 anni (forse ancor di più, essendo chiaramente presente e ben sviluppato in alcune illustrazioni del 1780 dalla città di Erba) ed è come un guardiano, che sorveglia sulla Natura e sugli essere viventi che la attraversano.
Nei tramonti invernali, quando il Cornizzolo sembra di fuoco, il Piantone è ancor più bello e tanti di noi, risalendo da Erba, lo hanno ammirato desiderando col cuore di essere lì, nell’ultimo sole, ad osservare il panorama e a goderne il silenzio. Chissà nei suoi tre secoli di vita quanti animali ha ospitato, quante persone ha visto passare: pastori, gente in fuga, partigiani, bambini, Noi. Chissà quanti discorsi di chi si riposava all’ombra delle sue fronde avrà ascoltato, ma anche i bombardamenti della Seconda guerra mondiale, le urla di disperazione, il rumore della vita frenetica che col passare degli anni risaliva le pendici del Cornizzolo: auto, moto e, impensabile ai suoi tempi, parapendii e deltaplani.
Nei giorni successivi al 23 settembre, tantissime persone hanno risalito il Cornizzolo per andare a vedere con i propri occhi, per abbracciare con uno sguardo questo antico albero piegato su un lato, come si corre al capezzale di un amico… perché non si vuole credere che stia davvero così male.
Mossi dal senso di dovere che si accompagna a questo affetto, un gruppo di abitanti di Eupilio, unitamente ad amministratori di vari enti tra cui Parco Lago Segrino, Comunità Montana e Regione Lombardia, ha dato vita al Comitato Piantone Segantini che, attraverso una raccolta fondi, vuole curare questo vecchio albero ricollocandolo nella sua sede naturale, programmando poi una manutenzione attenta e costante. Aziende del territorio esperte del settore si sono già proposte a collaborare con il migliore degli intenti. A tutti noi, con il nostro contributo, spetta la decisione di far continuare a vivere questo importante patrimonio della nostra terra.

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