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Maroni:”Contestazioni a Mantovani estranee a suo incarico in Regione” (LEGGI QUI)

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“Sono rimasto stupito dell’arresto del vice presidente e assessore Mario Mantovani e mi auguro che sara’ in grado di dimostrare la sua correttezza. Da quanto si apprende, la gran parte delle contestazioni che gli vengono rivolte sono estranee al suo incarico in Regione. Per quanto riguarda gli episodi che coinvolgono singole aziende sanitarie, ho gia’ richiesto al segretario generale e al direttore generale della Salute di effettuare i necessari approfondimenti”. Così il presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni, a seguito dell’indagine della Procura della Repubblica di Milano.

E nelle ultime ore arrivato anche il commento di Massimo Garavaglia: “Non riesco a comprendere l’accusa nei miei confronti. Non mi sono mai interessato di gare nel settore della sanita’, non rientra nelle mie competenze, si tratta evidentemente di un errore. Sono da subito disponibile a farmi ascoltare dal magistrato che indaga e chiarire la mia assoluta estraneita’ ai fatti contestati”.

Secondo quanto riportato nell’ordinanza di arresto a carico di Mantovani, il vice presidente della Regione è accusato in qualità di assessore alla Salute e sindaco di Arconate, con Massimo Garavaglia, in qualità di assessore all’Economia, crescita e semplificazione, di concorso in turbativa d’asta con altri quattro indagati in relazione all’appalto da 11 milioni di euro per il servizio di trasporto dei pazienti dializzati.

Vicinanza a Mantovani e Garavaglia espressa da Forza Italia. ” Siamo convinti che il vicepresidente d Mantovani, saprà smontare le accuse che gli vengono mosse dalla Procura di Milano, dimostrando la sua estraneità ai fatti che gli vengono addebitati. Fatti che peraltro sono incompatibili con il profilo di Mantovani, persona e politico di grande onestà – dichiarano, in una nota, il deputato Luca Squeri e il senatore Sante Zuffada, di Forza Italia – Dobbiamo inoltre ancora una volta registrare con sconcerto e rammarico la facilità con cui si ricorre ad una misura cautelare grave come il carcere, che dovrebbe essere una extrema ratio e che, invece, è ormai diventata prassi. Il risultato è la spettacolarizzazione degli interventi giudiziari, con conseguenti processi mediatici, e la negazione di quel principio di non colpevolezza fino a sentenza definitiva che dovrebbe muovere uno Stato di diritto. A Mantovani e al suo coll aboratore Giacomo Di Capua vanno dunque la nostra più totale vicinanza e solidarietà”,

 

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