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Omaggio a Shakespeare in parole e musica. Giancarlo Giannini al Sociale

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La voce di Giancarlo Giannini, attore talentuoso e versatile, icona del cinema italiano  e il pianoforte virtuoso di Giovanni Bellucci per raffinato omaggio al genio di William Shakespeare saranno di scena mercoledì 14 ottobre al Teatro Sociale di Como.

La magia di un “Sogno di una notte di mezza estate” in un recital che vedrà la grande voce di Giancarlo Giannini accompagnare le musiche  di Beethoven, Chopin e altri grandi della classica, in tutto diciannove brani in un alternarsi di estratti dalle opere più famose di William Shakespeare, Enrico VIII, La tempesta, Amleto  e molte altre. Un programma di più di un’ora, pensato senza soluzione di continuità, teso a rendere sempre più forte e palpabile il pathos dei virtuosismi musicali di Bellucci e della maestria oratoria di Giannini. Uno spettacolo ideato dal pianista Giovanni Bellucci per il Ravello Festival del 2014 e ispirato alle molteplici trasposizioni musicali di “temi” shakespeariani.

giannini bellucci

Teatro Sociale di Como

mercoledì, 14 ottobre – ore 20.30

Giancarlo Giannini e Giovanni Bellucci in

SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE

Progetto Giovanni Bellucci

Testi William Shakespeare

Musiche W. Byrd, L. van Beethoven, F. Busoni, F. Chopin, F. Liszt, F. Mendelssohn, G. Rossini, C.V Alkan 

Produzione Società dei Concerti, Parma

 

Biglietti in vendita presso la biglietteria del Teatro oppure su www.teatrosocialecomo.it

Prezzi da 27€ a 13€ + prev

PROGRAMMA

William BYRD (1540-1623)

Gailliard n. 1, in do minore (My Lady Nevell’s Book) 

William SHAKESPEARE (1564-1616)

Enrico VIII, Atto III Scena I, Canzone dell’ancella

 

Ferruccio BUSONI (1866-1924)

Elégie No. 4, «Turandots Frauengemach»

Parafrasi virtuosistica su “Greensleeves”. Secondo una leggenda popolare, questo canto sarebbe stato composto dal re Enrico VIII (1491-1547) in onore della sua futura consorte Anna Bolena (1501 opp. 1507-1536)

 William SHAKESPEARE (1564-1616)

La Tempesta, Atto II Scena II, Monologo di Calibano 

Ludwig van BEETHOVEN (1770-1827)

Sonata in re minore, Op. 31 No. 2 “La Tempesta”

primo movimento: Largo – Allegro

 

William SHAKESPEARE (1564-1616)

La Tempesta, Atto III Scena III, Monologo di Ariel

 

Ludwig van BEETHOVEN (1770-1827)

Sonata in re minore, Op. 31 No. 2 “La Tempesta”

secondo movimento: Adagio

 

William SHAKESPEARE (1564-1616)

La Tempesta, Atto V Scena unica, Monologo di Prospero

 

Ludwig van BEETHOVEN (1770-1827)

Sonata in re minore, Op. 31 No. 2 “La Tempesta”

terzo movimento : Allegretto

 

William SHAKESPEARE (1564-1616)

Il mercante di Venezia, Atto V Scena unica, Lorenzo e Gessica

&

Fryderyk CHOPIN (1810-1849)

Souvenir de Paganini (Variazioni sul “Carnevale di Venezia”) in la maggiore, B.37

 

William SHAKESPEARE (1564-1616)

Amleto, Atto III Scena I, Monologo di Amleto

 

Fryderyk CHOPIN (1810-1849)

Notturno in sol minore, Op. 15 No. 3 «Après une représentation de Hamlet»

 

William SHAKESPEARE (1564-1616)

Sonetto CXLIV

Charles-Valentin ALKAN (1813-1888)

Scherzo in si minore, Op. 16 No. 3 

William SHAKESPEARE (1564-1616)

Otello, Atto I Scena III, Monologo di Jago

 

Franz LISZT (1811-1886)

“Nessun maggior dolore”, composizione tratta dalla Canzone del Gondoliere dell’Atto Terzo dell’Otello di Gioachino Rossini (S.162/2)

 

William SHAKESPEARE (1564-1616)

Sogno di una notte di mezza estate, Atto II Scena I, la Fata e Puck

 

Franz LISZT (1811-1886) – Felix MENDELSSOHN (1809-1847)

Parafrasi da concerto sulla Marcia Nuziale e sulla Danza degli Elfi, dalla Suite composta da Felix Mendelssohn per il Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare, S.410

 

William SHAKESPEARE (1564-1616)

Sogno di una notte di mezza estate, Atto V Scena I, Monologo di Puck (Epilogo)

 

Il suono di Shakespeare

L’uomo che non ha musica nell’animo né si commuove alle dolci armonie, è pronto al tradimento, agli inganni e alle rapine; foschi come la notte sono i moti del suo spirito, e i suoi affetti tenebrosi come l’Erebo: nessuno confidi mai in un uomo simile.

Non so se geniali compositori come Beethoven, Chopin o Liszt fossero davvero tanto lontani dalle bassezze umane di Jago, o se i loro animi non celassero istinti selvaggi simili a quelli di Calibano: per Shakespeare, citando il suo Mercante di Venezia, la musica è l’arte della sensibilità, è l’espressione della bontà. Ma il Romanticismo di Beethoven, di Chopin, di Liszt, di quel misconosciuto funambolo della tastiera che fu il parigino Alkan, è caratterizzato dall’anelito all’Infinito, all’Assoluto, al Sublime, e da quella inquieta e struggente condizione della psiche definita da un intraducibile quanto affascinante vocabolo tedesco: Sehnsucht.

Desiderio del desiderio, o malattia del doloroso bramare, le cui due più importanti derive pianistiche, di natura quasi patologica, sono il potente virtuosismo trascendentale e il suono impalpabile, quel sussurrare attraverso i martelletti che evoca una dimensione immateriale pre-impressionista.

Eseguire la Sonata detta La Tempesta di Beethoven, il misterioso Notturno in sol minore composto da Chopin dopo aver assistito alla rappresentazione teatrale di Amleto, i fuochi d’artificio lisztiani della Parafrasi sul Sogno di una notte di mezza estate di Mendelssohn, una serie di spettacolari variazioni sulla celeberrima Marcia Nuziale, alla luce delle letture shakespeariane di un grande artista come Giancarlo Giannini, mi è sembrato il modo migliore per ricreare l’originaria ambientazione espressiva di questi capolavori sonori, nel tentativo di riviverne l’intensità primordiale, la scaturigine dell’ispirazione creativa. Chissà che questo connubio di parole e suoni non riesca anche – subliminally – a generare una sorta d’interferenza ottica che, come in un sogno (…di una notte di mezza estate), faccia apparire accanto a noi, per novanta minuti, l’ologramma di William Shakespeare.

Giovanni Bellucci

 

 

BIOGRAFIA GIOVANNI BELLUCCI

Giovanni Bellucci è, per la rivista Diapason, nella Top Ten dei pianisti lisztiani della storia, accanto alla Argerich, ad Arrau, Brendel, Cziffra, Zimerman. Nell’attribuirgli il premio discografico “Editor’s choice”, Gramophone definisce Bellucci “un artista destinato a continuare la grande tradizione italiana, storicamente rappresentata da Busoni, Zecchi, Michelangeli, Ciani, Pollini”. “Egli ci riporta all’età d’oro del pianoforte”: così Le Monde annuncia la vittoria di Bellucci alla World Piano Masters Competition di Montecarlo 1996, giunta al culmine di una serie di successi nei concorsi internazionali (“Regina Elisabetta” di Bruxelles, “Prague Spring”, “Busoni” di Bolzano, Premio “A. Casella” della RAI, “C. Kahn” di Parigi).

Impegnato in un’intensa attività solistica, Bellucci è accompagnato da celebri orchestre: Los Angeles Philharmonic, Dallas Symphony, BBC Philharmonic, Russian Philharmonic Moskow, Sydney Symphony, Orchestre National d’Île-de-France, Philharmonique de Monte-Carlo, Sinfonica dell’Accademia Nazionale di S. Cecilia, Sinfonia Varsovia, Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, Orchestra da Camera di Zurigo, Prague Radio Symphony Orchestra, Koninklijk Filharmonische Orkest van Vlaanderen, Orchestre Philharmonique Royal de Liège, Orchestra del Teatro Nazionale di Mannheim. Invitato dai più importanti teatri di tradizione e festival (dall’Hollywood Bowl – cui deve il suo debutto americano di fronte a 18.000 spettatori – alla Herkulessaal di Monaco di Baviera, dal Théatre des Champs Elysées a Parigi alla Golden Hall del Musikverein di Vienna, dal Teatro La Fenice di Venezia al Konzerthaus di Berlino, dal Rudolfinum di Praga – nell’ambito del Prague Spring Festival – al Kennedy Center per la Performing Arts Society di Washington,   dal Festival di Brescia e Bergamo all’Auditorio Belém di Lisbona, dove nel 2014 ha eseguito in 5 récitals il ciclo integrale delle Sinfonie di Beethoven trascritte da Liszt, dall’Auditorium du Louvre a Parigi, dove ha interpretato le 19 Rapsodie Ungheresi di Liszt in due memorabili serate consecutive trasmesse in diretta da Radio France, al Festival di Ravello dove ha debuttato un tour di concerti dedicati al repertorio pianistico “shakespeariano” accompagnato dal celebre attore Giancarlo Giannini nel ruolo di voce recitante), Giovanni Bellucci ha ricevuto – dopo la sua prima trionfale tournée australiana – il premio “Recital of the year”, attribuito dal Sydney Morning Herald.

La discografia del pianista italiano è edita da Decca, Warner Classics, Accord/Universal. La Brilliant Classics sta pubblicando l’incisione di Bellucci delle 32 Sonate di Beethoven e delle 9 Sinfonie di Beethoven/Liszt (14 cd).

 

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