CiaoComo - Notizie in tempo reale, news a como di cronaca, politica, economia

Mense scolastiche /1. I genitori insorgono: troppo care e menù inadeguato. La raccolta firme del M5S pro-schiscetta

Bufera sulle mense scolastiche, troppo care e dal menù inadeguato. I genitori insorgono chiedendo a gran voce di poter dare ai propri figli il cibo che preparano a casa, la così chiamata “schiscetta”.

Questo in sostanza il contenuto della raccolta firme proposta dal Movimento 5 Stelle e portata avanti dalla Consigliera regionale Paola Macchi.

Macchi

Paola Macchi

Le motivazioni che portano a questa richiesta sono molteplici. Innanzitutto il caro-mensa: un buono pasto, anche nella migliore delle ipotesi, grava pesantemente sulle tasche delle famiglie. Se poi i figli che frequentano la mensa scolastica sono più di uno, la cifra annua diventa veramente poco sostenibile. Il pasto portato da casa abbatterebbe, e di molto, questa cifra.

Ma il problema non è solo economico. Si è registrato un aumento del cibo scartato, perché non gradito dai bambini. Il menù proposto deve seguire le direttive dell’A.S.L., deve essere bilanciato ed equilibrato, ma ci sono degli alimenti, come ad esempio il merluzzo o i finocchi, che vengono scartati dal 70% dei bambini. Questi ultimi, piuttosto, preferiscono non mangiare ed arrivano all’ora della merenda decisamente affamati.

Un altro problema da considerare è quello delle famiglie che per scelte proprie seguono una dieta diversa. Una famiglia vegana o di cultura differente, ha difficoltà a mandare il bambino in mensa proprio perché il menù non prevede il tipo di alimentazione che loro vorrebbero per il proprio figlio. Dando loro il pasto da casa il problema verrebbe risolto.

xxxxxx

Ma poter dare il via al “progetto schiscetta” non è così semplice. Vanno affrontate diverse questioni, come ad esempio quella degli spazi. Chi porta il cibo da casa non può consumarlo in mensa, ma ci devono essere dei refettori attrezzati. Non ultima poi la questione igienico-sanitaria: dove conservare il cibo portato da casa fino al momento di consumarlo? E poi, anche portando il cibo da casa, il costo verrebbe completamente abbattuto o ci sarebbe una quota da versare per coprire i costi del personale che assiste i bambini durante il pranzo?

Tanti i sostenitori di questa proposta e tanti i detrattori. Noi abbiamo voluto vederci più chiaro su questa questione ed abbiamo fatto un’inchiesta che inizia oggi e proseguirà per tutta la settimana dando voce a politici, medici e genitori per capire quanto e se questa proposta della “schiscetta” possa essere valida.

Ivana Rusconi

Ascolta l’intervista con la consigliera regionale  del Movimento 5 Stelle Paola Macchi