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Le cinque anime della scultura all’Officinacento5

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Questo pomeriggio alle ore 19,30, sarà inaugurata “Le cinque anime della scultura II edizione”, il quarto e ultimo appuntamento artistico di Tcm per l’anno 2015 e andrà a chiudere la rassegna artistica Art in Expo. Feed the world with art.

Allestita nello spazio dell’Officinacento5, viale Lecco 105, questa mostra internazionale, che vedrà la presenza di quattro artisti: Laurent Lafontas, Jean Philippe Vattier, Jean Paul Lagarrigue, Mieke Van den Hoogen e Carlo Pazzaglia, ha l’intento di legarsi al tema di Expo Milano 2015, con le opere della nuova collezione. A cura della storica dell’arteElisa Larese e del classicista Alessandro Cerioli.

La mostra sarà visitabile con orario continuato e eventi speciali tutti i week end a partire da domani e visitabile tutti i pomeriggi dal martedì al venerdì fino al 23 ottobre.
Sabato prossimo Christian Poggioni alle ore 18.30, darà voce, alle sculture in mostra nel recital teatrale di sua stesura Le parole del corpo_il corpo delle parole. Ingresso libero

Il numero cinque è simbolo di una mente polimorfa, in costante mutamento, che ci spinge ad utilizzare ogni nostra competenza esteriore ed interiore per raggiungere un aliquid.
Una simbologia intensa che permea tutto il percorso espositivo: armonia e contrasto, ricerca e sublimazione si fondono in questo percorso visivo ed emozionale che si concretizza in cinque diverse anime d’artista.
In ordine di visita ammirerete le opere di Jean Paul Lagarrigue, che da vita alle sue sculture attraverso la tecnica dell’intaglio diretto senza alcun ausilio di bozzetti preparatori, scolpendo direttamente la pietra, trasfondendo in essa le proprie percezioni.

Mieke Van de Hoogen nelle sue ceramiche mette in risalto quelle asimmetrie interiori che popolano l’animo umano e trascende gli ideali di classica compostezza per trasmetterci un vissuto emozionale.

Per Carlo Pazzaglia l’ispirazione giunge con una scarica di adrenalina: la sua è un urgenza espressiva che i concretizza attraverso l’uso di differenti materiali dai ciotoli di fiume, al legno, al ferro o al marmo. Ama dire che le sue sculture raccontino storie, come dei diari della terra.

Nelle opere di Laurent Lafontas, l’acciaio si fa carne e sentimento. In esse sono trasposte, attraverso la tecnica della saldatura d’acciaio tutte quelle “agonie dell’essere” che ci spingono al limite.
Ad animare il lavoro di Jean Philippe Vattier è una scelta sensoriale che inizia con la selezione della pietra da scolpire in cui si ingloba la percezione profonda dell’artista e il significato profondo che percepisce nella materia.

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