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Prevenzione e cura dell’osteoporosi: il 20 ottobre un evento al Sociale

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La fragilità ossea si combatte anche con l’informazione. In occasione della Giornata mondiale dell’osteoporosi, l’azienda ospedaliera Sant’Anna ha organizzato, nell’ambito delle iniziative patrocinate da Expo 2015, l’evento “Falle vedere che sei un osso duro”, in programma nel foyer del Teatro Sociale di Como martedì 20 ottobre alle ore 18.

All’incontro, aperto a tutta la popolazione e a ingresso gratuito, interverranno i medici delle Unità Operative di Ortopedia e Traumatologia, Geriatria e Malattie Endocrine-Diabetologia che approfondiranno temi quali la prevenzione, la diagnosi e la cura della patologia, anche in caso di fratture, i fattori di rischio, la corretta nutrizione e gli stili di vita. Modererà la giornalista Anna Campaniello.

Durante l’incontro sarà possibile effettuare gratuitamente il Defratest per la valutazione della fragilità ossea. Le persone interessate dovranno presentarsi con il referto di un esame Moc-Dexa effettuato negli ultimi cinque anni.

La problematica della fragilità ossea è in crescita a seguito dell’aumento della popolazione anziana e ha conseguenze importanti sia sotto il profilo clinico-assistenziale che sociale. Al Sant’Anna vengono ricoverate per fratture di femore, omero e caviglia e fratture vertebrali 600 persone l’anno e vengono effettuati centinaia di visite ed esami grazie alla possibilità di prescrivere tutti i farmaci necessari, alla disponibilità di tutte le strumentazioni diagnostiche e alla collaborazione tra le varie unità operative che si occupano della patologia per inquadrarla e seguirla al meglio.

L’osteoporosi è una malattia caratterizzata da un aumento della fragilità dello scheletro con un conseguente aumento del rischio di fratturarsi sia per traumi minimi che spontaneamente, in seguito alla diminuzione della densità ossea e per il deterioramento della microarchitettura ossea. In molti casi un lieve trauma è solo la causa apparente della frattura del femore, che è invece causata principalmente dalla fragilità ossea, conseguenza dell’osteoporosi.

In Italia circa 3,5 milioni di donne e un milione di uomini sono affetti da fragilità ossea. Tra le donne di età superiore ai 65 anni, ne soffre 1 su 2 e non lo sa. Tutto ciò ha importanti ripercussioni sulla qualità della vita e sulla serenità dei pazienti o dei loro cari, anche perché tra gli anziani le fratture da fragilità ossea sono una delle principali cause di mortalità.

Nel corso della vita si possono creare le condizioni in cui la quantità di osso riassorbito è maggiore della quantità di osso neoformato (ad esempio, nel periodo post-menopausale) oppure la quantità di tessuto neoformato è insufficiente. Col passare degli anni, però, la quantità di tessuto osseo perso è sempre maggiore. Ciò provoca una progressiva perdita di massa ossea che rende le ossa sempre più fragili e facilmente suscettibili a fratturarsi.

 

La fragilità ossea annovera tra i suoi principali fattori di rischio l’età avanzata, il sesso femminile, una bassa densità ossea, assunzione di farmaci che danneggiano l’osso (ad esempio, cortisone o alcuni diuretici), la menopausa precoce, dieta povera di calcio e vitamina D, scarsa attività fisica, tabagismo e abuso di alcool, malattie reumatiche o endocrine.

“E’ importante – aggiunge l’ortopedico – arrivare a una diagnosi precoce per contenere il rischio di nuove fratture, individuare i farmaci adeguati e attuare alcuni accorgimenti per evitare cadute che potrebbero portare a nuove fratture come portare scarpe con tacchi bassi e suole antiscivolo, eliminare da casa i tappeti, fare attenzione agli animali domestici. E’ consigliabile un’attività fisica moderata ma regolare, per migliorare la forza muscolare, l’agilità e l’equilibrio e sottoporsi a controlli medici periodici”.

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