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Vaccino Hpv: novità dalla Regione anche per i ragazzi fino a 26 anni

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Estendere la campagna vaccinale gratuita, anti-HPV, anche nei confronti dei ragazzi tra l’undicesimo e il dodicesimo anno di età, renderla gratuita su richiesta ai ragazzi nati tra il 2001 e il 2003 e offrire, in regime di partecipazione alla spesa, a costo zero per Regione Lombardia, la vaccinazione anti-HPV ai maschi fino ai 26 anni di età.

Sono queste le novità in materia di vaccinazione contro il papilloma virus umano, approvato in Consiglio regionale e che vede tra i firmatari il consigliere comasco Daniela Maroni.

“Finalmente negli ultimi anni si è capito che le malattie correlate all’HPV non sono una questione esclusivamente femminile, – spiega Maroni – al contrario riguardano entrambi i sessi e la strategia vaccinale universale per l’HPV non è solo una questione di genere ma è importantissima perché rappresenta un’occasione di riequilibrio dell’attenzione per la sessualità femminile e maschile, con esiti di valenza più generale nell’ottica della promozione di princìpi di equità di genere e di parità di diritto alla salute”.

L’HPV (Papilloma Virus Umano) costituisce una famiglia composta da oltre cento varietà diverse di virus. La maggior parte degli HPV causa lesioni benigne, come le verruche che colpiscono la cute (di mani, piedi o viso) e i condilomi o papillomi che interessano le mucose genitali e orali. La maggior parte delle infezioni genitali da HPV regredisce spontaneamente. Una piccola quota invece, se non trattata, può evolvere lentamente verso una forma tumorale nelle vie respiratorie superiori o ai genitali maschili e femminili.

Il tumore del collo dell’utero è infatti quasi sempre correlato alla presenza dell’HPV.

Perché è importante vaccinare i maschi?

“Perché non hanno segni tangibili e non hanno lo strumento del pap test per identificare in modo precoce questa infezione presente nel loro corpo. – sottolinea  Maroni – Dunque sono del tutto inconsapevoli e costituiscono il veicolo di trasmissione alla donna del virus HPV. Delle due vaccinazioni, quella indicata nel maschio è il vaccino quadrivalente perché non ha soltanto una copertura nei confronti di virus più profondamente, ma anche contro i virus che sono responsabili delle condilomatosi. L’importanza è duplice sia per la salute del maschio sia per la protezione indiretta della donna: infatti se i maschi sono protetti  aiutano a prevenire anche l’infezione dell’altro sesso.

Diversi studi scientifici lo hanno ormai dimostrato, il vaccino per il papillomavirus (Hpv) è efficace nella prevenzione dei tumori del collo dell’utero, è uno strumento valido anche per proteggere i giovani maschi contro condilomi o verruche genitali, lesioni precancerose e rare forme di cancro.

Ad oggi, il Servizio sanitario ha deciso di immunizzare gratuitamente le bambine 11enni (un’età in cui si suppone non sia ancora iniziata l’attività sessuale e dunque non siano entrate in contatto con il virus) perché è stato dimostrato che l’introduzione del vaccino riduce in pratica del 100 per cento le neoplasie della cervice uterina, il secondo tumore più frequente nelle donne giovani dopo quello della mammella.

Accolto un emendamento alla mozione del VP Sara Valmaggi che chiede d’implementare la copertura per le ragazze inserendo anche per la corte delle sedicenni la chiamata attiva e la gratuità del vaccino.

 

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