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Rallenta l’industria della seta comasca: in calo l’export verso la Russia (DETTAGLIO)

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Diminuiscono le esportazioni verso la Russia per l’industria della seta comasca che rallenta del 4-5%. I dati sono stati diffusi da Unindustria Como e mostrano come, dall’inizio dell’anno, c’è stato un crollo delle esportazioni in particolare verso la Russia (-35% rispetto al 2014).

Le difficoltà economiche in Europa hanno gravato sul comparto fondato soprattutto sull’export (il 75% delle proprie vendite). Il tessuto per abbigliamento femminile ha perso terreno, pur nella differenza dell’andamento delle singole aziende, a seconda delle diverse tipologie di prodotto (le fibre artificiali meglio della seta) e dei diversi mercati di destinazione.

L’accessorio tessile (foulards, scialli, stole, sciarpe, bandane), dopo anni di crescita, ha subito il rallentamento dei mercati esteri, verso i quali è diretto l’80% delle vendite. Solo la cravatteria ha mantenuto i risultati del corrispondente periodo del 2014.

Sul fronte Cina, dichiara Unindustria, “le turbolenze del mercato finanziario e il deprezzamento del renminbi non spaventano il mondo della seta. Gli approvvigionamenti dei filati di base e dei tessuti greggi sono regolari e le motivazioni d’acquisto dei consumatori cinesi, per i prodotti del lusso, non sono dettate dalla svalutazione della moneta, almeno nei suoi termini attuali. Il mercato cinese, peraltro, nella prima metà dell’anno è cresciuto”. “Il tessuto comasco, è sempre guardato con interesse dalla clientela, ma le incertezze provengono dall’incognita politica che incide sulla stasi della Russia- Claudio Taiana, presidente del gruppo Filiera Tessile – sul ra llentamento del Medio Oriente e della nostra Europa. Le prossime fiere forniranno ulteriori indicazioni per le prospettive del settore”.

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