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Per il Santo Patrono il ritorno in città delle campane del Duomo restaurate

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Conclusi i lavori di restauro, la mattina del 31 agosto, nel giorno della festa di sant’Abbondio, patrono della città e della diocesi di Como, torneranno in città la campana civica e le quattro campane del Duomo. Le campane resteranno esposte sul camion che le riporterà a Como dall’Austria e al termine del Pontificale presieduto dal vescovo monsignor Diego Coletti, fissato per le ore 17, saranno benedette dal presule alla presenza degli amministratori cittadini.

Le operazioni di sollevamento nella torre civica del Broletto inizieranno martedì mattina e nei giorni successivi proseguiranno gli interventi meccanici ed elettrici. Per sabato 5 settembre le campane dovrebbero tornare a suonare con la nuova programmazione ufficiale feriale e festiva. Le principali novità saranno il suono per la messa capitolare domenicale, il battito delle ore più armonico e musicale (l’amministrazione ha chiesto che i rintocchi siano nella fascia oraria tra le 8 e le 20), e, soprattutto, il suono del triplice Angelus quotidiano: una nuova melodia a rintocchi appositamente composta che risuonerà alle 8, alle 12 e alle 19.

“Siamo molto soddisfatti di poter sentire nuovamente la campana civica che con i suoi rintocchi ha scandito la vita della città nei secoli” commenta il sindaco Mario Lucini. “È davvero una grande gioia poter tornare ad ascoltare il suono delle campane della nostra Cattedrale – aggiunge il vescovo, Diego Coletti – Un linguaggio unico e universale che, raccogliendo l’invito di papa Francesco a essere una Chiesa in uscita, sa raggiungere davvero tutti”.

STORIA La torre del Broletto, costruita contestualmente all’omonimo palazzo nel 1215, nasce come torre esclusivamente “civile”, non campanaria. Agli inizi del 1400 la torre era già adibita a torre campanaria e le campane del Comune (che prima erano a San Giacomo) venivano suonate per i bisogni civici (adunata del consiglio, inizio delle cause in Tribunale, coprifuoco serale, vittorie, incendi, inizio del mercato..). Il 1464 è l’anno in cui la torre del Broletto diventa campanile della Cattedrale e segna quindi l’inizio di un uso promiscuo delle campane sia civile che cultuale. Oggi le campane sono 5: una del Comune e quattro della Cattedrale. La campana maggiore, quella “civica” ha un diametro di mm 1394 e pesa kg 1914. Riporta due stemmi di Como, recanti la consueta croce ma senza la parola “Libertas” inserita in basso: dettaglio che si spiega col fatto che tale parola vene inserita successivamente al 1448, per cui tali stemmi costituiscono il tipo araldico più antico di Como. In alto la campana reca una iscrizione gotica, attestante il voto dei cittadini di Como a Sant’Abbondio, patrono della città, per averne la protezione. L’ultimo campanaro, Marino Marchesi, prestò servizio fino al 31 dicembre 1974 e a quel punto venne installato un orologio segnalatore-programmatore per azionare automaticamente il suono delle campane. 

RESTAURO Le campane hanno lasciato la torre del Broletto lo scorso 7 aprile e sono state portate a Innsbruck, alla fonderia Grassmayr, per essere sistemate, restaurate, accordate, pulite, pesate, riequilibrate. I lavori di restauro dell’intero sistema campanario sono stati ideati e diretti dall’Associazione Italiana di Campanologia. L’intervento è stato possibile grazie al generoso contributo di alcuni privati (famiglia De Angelis), da una sottoscrizione pubblica e da fondi del Comitato per la salvaguardia del Duomo. Delle quattro campane “diocesane”, è stato necessario sostituire quella più piccola, la Comolli, datata 1750. Lo stato di conservazione era tale da impedirne la sistemazione. La nuova campana è stata donata dal vescovo monsignor Diego Coletti, che ha legato questa scelta alla ricorrenza del suo giubileo sacerdotale e, per una fortuita coincidenza, il bronzo è stato fuso proprio il 26 giugno, giorno in cui ricorreva il cinquantesimo di ordinazione presbiterale di monsignor Coletti. La vecchia campana, che presenta pregevoli decorazioni e piccoli bassorilievi, entrerà a far parte del Tesoro della Cattedrale. L’ultimo restauro conservativo della cella campanaria del Broletto, e dei bronzi in essa presenti, risaliva al 1949 e, quando rientreranno in funzione, le campane della Cattedrale proporranno sonorità mai udite. Il risultato finale sarà un concerto “rinnovato”, colorato, dal carattere forte, ma soprattutto il concerto della Torre del Broletto di Como acquista una singolare posizione di primato: si avrà per la prima volta in Lombardia e forse in Italia, riunita in un unico complesso, una vera antologia dell’arte campanaria europea dal XV al XXI secolo (1448, 1458, 1738, 1884, 2015): due campane gotiche, una campana barocca, una campana ottocentesca e una campana mitteleuropea moderna. (Ndr, Comunicato congiunto di Comune e Diocesi)

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