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14 agosto a Stabio con Concerti estivi dell’Orchestra della Svizzera italiana

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Brillanti, virtuosi ed evocativi, i Concerti estivi dell’Orchestra della Svizzera italiana propongono quest’anno ben quattro affermati solisti impegnati su vari palchi, tra cui quello della Piazza di Stabio  venerdì 14 agosto alle 20.45.

Paolo Beltramini e Corrado Giuffredi, clarinetti prime parti dell’OSI, saranno protagonisti del Convegno, divertimento per due clarinetti ed orchestra di Ponchielli; Walter Zagato, violino sostituto spalla dell’OSI ed Enrico Fagone, contrabbasso prima parte dell’OSI, eseguiranno invece Passioni amorose, divertimento per violino, contrabbasso e orchestra di Bottesini. Le serate si chiuderanno sulle note del shakespeariano Sogno di una notte di mezz’estate di Mendelssohn, con l’OSI diretta da Pietro Mianiti.

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Una serata dunque all’insegna del Romanticismo, con le sue varie sfaccettature. Il Romanticismo è infatti stato l’epoca dei contrasti deflagranti, per cui un determinato carattere (poniamo: l’intimità) poteva essere definito pienamente romantico al pari del suo esatto contrario (la teatralizzazione). Un’era di dialettiche contraddizioni in cui tutt’al più si possono isolare delle tendenze, in cui il dato fondamentale rimane la singolarità soggettiva di ogni compositore. La persona, cioè il soggetto unico e indivisibile, è perciò il centro del Romanticismo, ed è solo guardando alle singole persone che si può pensare di tracciarne un profilo.

Una di queste singolarità – importante come poche altre nel dar vita all’intero movimento musicale romantico – fu Felix Mendelssohn. Nel conforto di una vita agiata – ancorché piuttosto breve – seppe raccogliere l’eredità beethoveniana e svilupparla nel senso dell’equilibrio più che non dello strappo. Una perfezione apollinea che ben si ritrova nel suo capolavoro Sogno di una notte di mezza Estate, pagina conosciuta soprattutto per l’Ouverture – scritta in giovanissima età, mentre il resto dell’opera fu completato nella piena maturità – che si inserisce nel genere tipicamente romantico della musica per scena. Un genere ibrido che unisce la poetica della sinfonia alla necessità di accompagnare le azioni teatrali, in questo caso della celebre opera omonima di William Shakespeare.

A sud delle Alpi il Romanticismo ebbe caratteri piuttosto diversi: tranne rarissime eccezioni (spesso dovute all’assunzione di modelli germanici) l’Ottocento musicale italiano significò opera lirica. Così fu per Amilcare Ponchielli – il cremonese che con La Gioconda conquistò imperitura fama – che seppe però dedicare pagine anche rilevanti alla letteratura strumentale, come attesta il Divertimento per due clarinetti e orchestra Il Convegno.

Da questo punto di vista Giovanni Bottesini rappresentò una significativa eccezione: sia per essersi dedicato quasi esclusivamente alla musica non-vocale (dall’alto del suo virtuosismo, non a caso frequentemente accostato a quello di Paganini) sia per averlo fatto ponendo al centro uno strumento certo non consueto nella letteratura solistica, quale il contrabbasso è. Strumento che nelle sue mani seppe rivelare qualità sino ad allora sconosciute, rivaleggiando con i ben più agili “fratelli d’archi” violino e violoncello.

L’entrata è libera.

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