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Tra noir e satira incontro con Alessandro Robecchi a Zelbio Cult

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Continua senza “nessun giorno di ferie”  il ciclo d’incontri Zelbio Cult che, quest’anno, ha già portato nel piccolo paesino del triangolo lariano esponenti della cultura italiana come Stefano Boeri e Ferruccio De Bortoli. L’ 8 agosto Alessandro Robecchi, una penna acuta e dissacrante, intratterrà il pubblico in compagnia del patron di Zelbio Cult Armando Besio.

L’occasione è la presentazione del nuovo libro di Robecchi “Dove sei stanotte”, uno dei noir più apprezzati quest’anno, ma è quasi certa qualche divagazione su politica e attualità vista la caratura del personaggio. Alessandro Robecchi  è scrittore, giornalista editorialista del Manifesto e del Fatto Quotidiano,  ma anche autore televisivo di Crozza nel Paese delle meraviglie. “Dove sei stanotte” é il suo spettacolare secondo romanzo dopo il successo di: “Questa non è una canzone d’amore”. Appuntamento sabato 8 agosto, ore 21 Teatro di Zelbio, ingresso gratuito, per Zelbio Cult, incontri d’autore sull’altro ramo del lago di Como, coordinati dal giornalista di Repubblica Armando Besio ed organizzati da ProZelbio. www.zelbiocult.it

 

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“Dove sei stanotte” (ed Sellerio), è un giallo che miscela ad arte tensione amore e ironia, e racconta anche di una rinfrancante cospirazione della solidarietà umana. Scenario su Milano, la città di Expo 2015, che «accoglie 20 milioni di visitatori», dove gli architetti sono archistar, le sedie «sistemi di seduta» e le feste sono eventi. E contrapposta a questa metropoli, la Milano delle periferie multietniche dove la disperazione sa ancora lasciare spiragli alla speranza, cioè alla vita vera. Due città che sono due mondi, e un involontario, scanzonato protagonista che li percorre in lungo e in largo da preda e cacciatore insieme.
Carlo Monterossi è il fortunato autore di una trasmissione tivù di genere piagnucoloso, Crazy Love, un grande successo commerciale di cui non va per nulla fiero.
A casa sua, nella baraonda di una festa, finisce un giovane orientale in stato confusionale. Somiglia in modo impressionante a un architetto giapponese acclamato come una star all’Expo, ma non ricorda nemmeno il proprio nome e non vuole che si chiami la polizia.
Il giorno dopo, il giovane orientale sparisce e Carlo Monterossi trova il suo appartamento devastato da una perquisizione. Di colpo la sua esistenza agiata e tranquilla è sconvolta da eventi che gli paiono inspiegabili ma evidenti: qualcuno cerca qualcosa ed è abbastanza determinato da seminare cadaveri, anche il suo, per trovarla.
Mentre si apre l’inchiesta ufficiale affidata all’abile vicesovrintendente senza carriera Ghezzi, Carlo Monterossi comincia la sua strana latitanza in periferia, inseguito da un assassino con la nostalgia del posto fisso, mosso da mandanti misteriosi.
Al quartiere Corvetto, che «pensava fosse solo un’uscita della tangenziale, e invece è un mondo», conduce insieme a una bizzarra banda di complici e amici la sua indagine per tentare di uscire dai guai, tra improbabili urbanisti rivoluzionari, gang di latinos dal coltello facile e un’anziana coppia di sudamericani che guida e organizza la sua «Resistencia».
È qui che Carlo trova una cosa e ne scopre tante altre, alcune belle, alcune brutte, alcune sconvolgenti. E una meravigliosa.

Alessandro Robecchi è stato editorialista de Il manifesto e una delle firme di Cuore. È tra gli autori degli spettacoli di Maurizio Crozza. È stato critico musicale per L’Unità e per Il Mucchio Selvaggio. In radio è stato direttore dei programmi di Radio Popolare, firmando per cinque anni la striscia satiricaPiovono pietre (Premio Viareggio per la satira politica 2001). Ha fondato e diretto il mensile gratuitoUrban. Attualmente scrive su Il Fatto Quotidiano, Pagina99 e Micromega. Tra i suoi libri anche: Manu Chao, musica y libertad (Sperling & Kupfer, 2001) tradotto in cinque lingue, e Piovono pietre. Cronache marziane da un paese assurdo (Laterza, 2011).

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