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RIFORMA SANITARIA: ecco le prime reazioni politiche nel comasco

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Così come era avvenuto durante la discussione, anche in occasione dell’approvazione della riforma sanitaria, ecco i favorevoli e contrari. Regione Lombardia, con questa legge, prevede un risparmio di 300milioni di euro che saranno reinvestiti nel sistema con riduzione dei ticket sanitari, delle liste d’attesa e delle rette nelle residenze sanitarie per anziani. “Una vittoria per i cittadini” ha commentato il presidente della Regione Roberto Maroni

La riforma in sintesi: Le ATS (Agenzie di tutela della salute) avranno funzioni di gestione, programmazione e controllo, oltre che di supervisione sulla continuità delle cure ai malati cronici e gravi. Spetteranno loro l’accreditamento delle strutture sanitarie e socio sanitarie, la negoziazione e l’acquisto delle prestazioni sanitarie e socio sanitarie. Ne vengono istituite 8 che sostituiscono le attuali 15 ASL: nascono pertanto le ATS Insubria (Varese e Como), Brianza (Monza e Lecco), Bergamo, Brescia, Pavia, Val Padana (Cremona e Mantova), Città Metropolitana (Milano e Lodi) e quella della Montagna (Sondrio, Valtellina e Valcamonica).

La legge istituisce inoltre 27 ASST (Aziende socio sanitarie territoriali): rispetto al documento approvato in Commissione Sanità, vengono aggiunte cinque nuove aziende socio sanitarie territoriali, Niguarda e Gaetano Pini a Milano, Spedali Civili a Brescia, Papa Giovanni XXIII a Bergamo e Crema. Accolto anche un emendamento inizialmente promosso dal Presidente Raffaele Cattaneo e poi condiviso anche da altri esponenti varesini che afferisce l’ospedale di Tradate alla ASST dei Sette Laghi spostandola da quella della Valle Olona.

Alle ASST spetterà il compito di erogare le prestazioni sanitarie e socio sanitarie: dovranno garantire le prestazioni e le cure territoriali in sinergia con gli ospedali che confluiranno nelle Aziende stesse. Ogni ASST avrà un direttore generale unico, ma al proprio interno sarà suddivisa in due strutture tra loro distinte che avranno gestione e bilanci separati: il Polo ospedaliero affidato a un direttore sanitario e la Rete territoriale affidata a un direttore sociosanitario. La Regione potrà comunque istituire nuove aziende ospedaliere, secondo i requisiti previsti dalla normativa nazionale vigente.

La riforma prevede anche la nascita di una Agenzia di vigilanza e controllo sull’erogazione delle prestazioni e delle cure sanitarie e sociosanitarie, che dovrà agire in collegamento con le singole ATS. L’Agenzia sarà costituita da un direttore nominato dal Presidente della Giunta regionale e da un Comitato di Direzione composto da 3 persone nominate su indicazione della Conferenza dei gruppi regionali di minoranza o estratte a sorte tra 10 nominativi, sempre di indicazione dei gruppi di minoranza.

Nel rispetto della legge Bassanini e delle facoltà in capo al Presidente della Giunta regionale, viene istituito l’Assessorato regionale unico al Welfare che comprende i precedenti assessorati alla Salute e alla Famiglia e Solidarietà sociale: saranno scorporate le deleghe al Volontariato e alle Pari opportunità.

A Milano troverà sede un grande polo pediatrico: il nuovo “Ospedale del Bambino” nasce dall’accorpamento di Buzzi, Sacco, Fatebenefratelli e Macedonio Melloni. Viene infine incentivata, anche attraverso una sostanziale semplificazione procedurale, la prenotazione online di visite ed esami, e viene incrementato di 40 unità il numero delle borse di studio destinate agli specializzandi lombardi. Introdotta anche l’abolizione graduale dei ticket in base al reddito fino a 32mila euro, già recepita in occasione dell’assestamento di bilancio approvato a fine luglio.

Le prime reazioni:

La Presidente della Provincia, Maria Rita Livio, ha espresso soddisfazione per la decisione presa dal Consiglio Regionale, nell’approvare la legge regionale di riforma del sistema sanitario lombardo,  di prevedere un termine di due mesi per la ridefinizione organizzativa e territoriale dei servizi sociosanitari, consentendo così di approfondire il dibattito sulla riorganizzazione dei servizi con i sindaci della provincia i cui temi fondamentali sono sintetizzati nel documento che verrà inviato alla Regione Lombardia  e  che è stato promosso dalla Presidente della Provincia Livio e dal sindaco di Como Lucini.

“Gli amministratori comaschi avevano sollevato dubbi sul previsto accorpamento di Como con Varese nell’ATS dell’Insubria, che sembrava non rispondere alle reali esigenze dei cittadini- prosegue Livio -. I flussi sanitari, infatti, dimostrano che gli ospedali della provincia comasca sono il naturale polo d’attrazione sanitaria per lecchesi e brianzoli, non per varesini, mentre i comaschi che scelgono di andare a farsi curare altrove si dirigono ugualmente verso Lecco/Monza-Brianza e verso Varese, ma questi provengono in larga parte dalla Bassa Comasca e si rivolgono ai Presidi di Tradate e Saronno. La scelta operata dalla Regione rende possibile un adeguato  confronto con il territorio per definire confini che rispondano realmente alle esigenza delle persone, oltre che, in generale, individuare aree vaste omogenee per le diverse funzioni”.

Il giorno dopo l’approvazione della riforma della governance della sanità lombarda, il consigliere regionale del Pd Luca Gaffuri torna a parlare del ridisegno della rete degli ospedali comaschi. “Abbiamo scampato il pericolo di costituire un’azienda ospedaliera unica con Varese, ed è un fatto positivo – spiega l’esponente democratico al Pirellone -. Il territorio comasco viene però diviso in due ASST, con il distretto del Medio e alto Lario che va con Sondrio e la Val Camonica nell’ATS della Montagna e si stacca dall’azienda che comprende tutto il resto della provincia comasca. È importante che venga affermata l’attenzione alla sanità di montagna che però non deve passare solo dalla riorganizzazione territoriale ma dall’incremento delle risorse, perché la sanità in montagna costa di più, e dell’autonomia organizzativa, dato che è necessario incentivare il personale qualificato a lavorare in questi territori. La nuova ASST del lago e della Valtellina sarà chiamata sin da subito a dimostrare una attenzione all’ospedale di Menaggio dove oggi sono distaccati dipendenti dell’ospedale Sant’Anna, che ne assicurano il funzionamento, e al dipartimento di salute mentale di Ossuccio. Su richiesta delle minoranze, comunque, si verificherà entro il 31 ottobre l’efficacia delle nuove organizzazioni territoriali ed eventualmente si procederà a modifiche”.

“Dopo le dimenticanze della maggioranza nei confronti degli ospedali classificati, Valduce e Fatebenefratelli di Erba – conclude Gaffuri -, grazie a un emendamento del Partito Democratico è stata confermata la possibilità di ottenere finanziamenti tramite le funzioni non tariffabili e investimenti innovativi”.

Nessuna preoccupazione per il ruolo di Como per Daniela Maroni, che sostiene come la nostra provincia “messa in un angolo”, ma dovrà ora dimostrare la grande forza delle strutture. “Il paziente può e deve essere curato anche al di fuori delle corsie d’ospedale, una sanità viva, attenta ed efficiente parte proprio da questo principio. – commenta a poche ore dall’approvazione del PDL il Consigliere Segretario Daniela Maroni – Non solo in ospedale, ma, grazie ad una rete diffusa di servizi, chi sarà dimesso continuerà a ricevere le cure adeguate. È un provvedimento che valorizza il sistema delle eccellenze lombarde, nonostante i tagli lineari del Governo che hanno sicuramente penalizzato una regione virtuosa come la nostra. Il Governatore, con tutta la sua squadra, ha dimostrato grande capacità e lancia una sfida al sistema politico. Parliamo di una legge che si integra al meglio con il territorio e tiene il passo coi tempi, un provvedimento di grande rilevanza, forse il più importante di questa legislatura che ridisegna la governance socio sanitaria lombarda.” “In queste settimane abbiamo lavorato intensamente, è stata una sfida durissima dove ha prevalso il buon senso e la voglia di rispondere alle esigenze dei cittadini perché la Lombardia è vicina a loro. – continua Daniela Maroni – Ha vinto, ancora una volta, la buona politica, quella che saprà rispondere ad una società in continua evoluzione.”

Positivo risparmiare per investire nuovamente nello stesso ambito secondo la Cisl dei Laghi. “Il concetto di risparmiare per reinvestire nello stesso ambito piace alla FP Cisl dei Laghi. La Lombardia fu regione pioniera in Italia in materia sanitaria, con un cambio di concezione che nel corso degli anni ha portato risultati validissimi. La ricerca del miglioramento deve però essere continua e l’obiettivo di risparmiare per reinvestire a vantaggio dei cittadini e dei professionisti trova quindi in noi condivisione”.  Lo dichiara Nino Ventola, eponente della FP Cisl dei Laghi, in merito alla legge di riforma della sanità lombarda, approvata ieri sera. “Alla Funzione Pubblica dei Laghi piace anche il principio secondo cui il reddito dovrà essere elemento di discrimine per quanto concerne il pagamento del ticket. Ma se il principio è corretto – prosegue Ventola– bisognerà fare però attenzione a come questo sarà declinato nei fatti. Crediamo poi che ci saranno opportunit&ag rave; aggiuntive per la struttura ospedaliera di Tradate in relazione al proprio passaggio nell’orbita delle strutture varesine, così come ci appare corretto il mantenimento in due realtà distinte dei nosocomi di Como e Varese. Infine – conclude l’esponente della Funzione Pubblica dei Laghi – sarà meritevole di maggiori attenzioni la nuova geografia che interesserà le ex ASL di Varese e Como, due realtà molto diverse fra loro che dovranno imparare a lavorare e convivere”.

 

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