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LA DECISIONE – La Giunta di Como dice no al Referendum per Libeskind

Referendum per Libeskind – La giunta di Como dice no. No al Referendum richiesto dal consigliere comunale Alessandro Rapinese forte di quasi 5.000 firme raccolte e che voleva chiedere ai comaschi se erano d’accordo sull’opera di Libeskind collocata dove è adesso. «Profili di illegittimità e rischi di responsabilità contabile». Il Comune di Como, con una nota ufficiale, spiega perchè oggi la giunta ha deciso di respingere questo Referendum:«Alla base della decisione dell’esecutivo, figurano le relazioni di Antonella Petrocelli, segretario generale di Palazzo Cernezzi fino allo scorso maggio e quella del nuovo segretario Tommaso Stufano. Tali atti evidenziano, oltre al fatto che i lavori sono stati aggiudicati e che è stato contrattualizzato l’impegno tra le parti per la sponsorizzazione, la circostanza dell’intervenuta posa del monumento stesso. Il consiglio comunale, inoltre, con l’approvazione della variazione di bilancio nel novembre 2014, ha approvato l’inserimento dell’intervento di posa del monumento negli strumenti di programmazione. Da qui, l’illegittimità (alla luce anche di orientamenti giurisprudenziali relativi all’indizione di referendum con uno stato avanzato di attivazione/esecuzione dell’opera) , la dispendiosità (180mila euro la spesa prevista per le operazioni referendarie) e l’intempestività della consultazione, visto, appunto che il monumento è già stato posato».