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L’innovazione vince sulla burocrazia. Alleanze vincenti tra start up e istituti di credito

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Gli intricati labirinti della burocrazia italiana non hanno scalfito la tenacia di D-Orbit, una delle start up innovative più promettenti del Paese. Nella corsa al fundrising per lo sviluppo della propria tecnologia di smaltimento dei satelliti e l’avanzamento in un mercato promettente come quello dei sistemi di decommissioning, l’azienda ha trovato concreto supporto in UniCredit S.p.A. attraverso l’erogazione di un finanziamento del valore di 1.2M di Euro, sottoscritto a luglio 2015, ai sensi della Legge 662/96 che favorisce l’accesso al credito bancario delle PMI grazie all’intervento del Fondo Centrale di Garanzia quale strumento agevolativo volto allo sviluppo e alla crescita delle imprese italiane. (nella foto il momento della firma dell’accordo)

In un periodo di parametri e requisiti stringenti per l’ottenimento di finanziamenti da parte degli istituti finanziari, la storia di D-Orbit  e di UniCredit si distingue positivamente: grazie all’applicazione di un nuovo paradigma bancario – che non si è esaurito nelle analisi patrimoniali, reddituali e finanziarie dell’impresa – l’Ufficio Commerciale Toscana Est di UniCredit ha infatti dato priorità nel proprio lavoro di assessment a parametri quali competenza, professionalità, innovatività di prodotto e prospettive di mercato. È stato così possibile firmare il sodalizio, anche in virtù del decreto ministeriale del 26 aprile 2013 che ha stabilito, mediante modalità semplificata, l’accesso alla garanzia del Fondo del Ministero dello Sviluppo Economico, gestito da Mediocredito Centrale S.p.A. per le start up innovative.

“Certo, in questo percorso”, dichiara il dr. Luca Rossettini, CEO e fondatore di D-Orbit, “non sono mancate difficoltà e ostacoli nello sviluppo del progetto e nella crescita dell’azienda: la pratica è durata un anno, troppo per una start up. Rallentamenti burocratici ci hanno fatto spendere energie che avremmo dovuto e potuto riversare su altre attività e, a causa del mancato adeguamento da parte dei nostri organi di governo del Regolamento (CE) 651/2014, abbiamo dovuto limitare la nostra richiesta di finanziamento nel rispetto del regime de minimis. Tuttavia, le difficoltà hanno fatto decollare un’intesa sicuramente promettente per il futuro con UniCredit, oltre che confermato la volontà, da parte dei nostri policy makers, di dare risposta al gap della presenza sul nostro territorio di investitori istituzionali, mettendo a punto strumenti pensati a posta per le giovani realtà innovative della nostra Italia. Le misure come il decreto startup e altre iniziative locali e regionali a favore dell’innovazione rappresentano l’indicazione che il nostro Paese vuole farcela. Sono convinto che la nostra storia possa costituire un esempio per rendere ancora più efficienti questi strumenti a sostegno dell’innovazione e motivare altre realtà come la nostra che stanno cercando di emergere mantenendo i piedi in un territorio che offre ancora molte potenzialità”.

Elizabeth M. Robinson, Direttrice Investimenti dell’area Venture Capital di Quadrivio ha aggiunto “Siamo estremamente soddisfatti della collaborazione tra Unicredit e D-Orbit; questa modalità innovativa di accesso facilitato al credito per le start-up, grazie all’intervento del Fondo Centrale di Garanzia, è fortemente sinergica alla attività di investimento dei fondi di Venture Capital. Abbiamo supportato D-Orbit fin dalla sua nascita, grazie al nostro fondo TTVenture, e continueremo a farlo: il finanziamento di Unicredit potrà quindi dare una importante accelerata al piano di sviluppo della società”.

 

Le start up innovative, sulla spinta propulsiva dei nostri organi di governo, hanno perciò scelto una seconda via per crescere, oltre al difficile ricorso a  fondi e investitori disposti a rischiare entrando nel capitale:  ricorrere all’indebitamento bancario, oggi più semplice da ottenere rispetto al passato, grazie al Fondo di Garanzia del Ministero e a una procedura pensata ad hoc per gli startupper.

 

Storia di successo quella di D-Orbit e traguardi record che fanno pensare quanto l’Italia stia diventando un ambiente adatto all’alta tecnologia e innovazione.

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