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FRODE FISCALE – 11 milioni sottratti con false fatture in Brianza: tre arresti

Frode fiscale da 11 milioni – I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Milano, nel corso di una complessa attività di indagine, hanno smascherato un articolato sistema fraudolento che ha visto coinvolte sei persone che, a vario titolo, hanno istituito, organizzato e gestito un vasto gruppo di società, localizzate anche all’estero, al fine di porre in essere una frode al fisco, quantificata in 11 milioni di euro. In particolare, la società capogruppo, con sede amministrativa “occulta” in Brianza ed attiva nel settore degli appalti di servizi di pulizia, gestiva più di venti imprese satelliti, tra cui anche soggetti giuridici esteri. Queste ultime, amministrate da “teste di legno”, facevano capo ad una famiglia residente nel comasco ed erano utilizzate per emettere documentazione fiscale falsa al fine di giustificare l’illecita somministrazione di manodopera. La frode, così, oltre al danno erariale arrecato dall’evasione, colpiva anche il personale utilizzato per l’espletamento dei lavori (più di mille persone suddivise nella varie società cartiere utilizzate), al quale, nella maggioranza dei casi, veniva omesso il versamento dei contributi.

Sulla scorta delle evidenze investigative, i finanzieri della Tenenza di Paderno Dugnano, coordinati dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Monza, Manuela Massenz, e su provvedimento emesso dal Giudice del Dibattimento, Dott.ssa Elena Sechi, hanno proceduto ad arrestare tre responsabili ed a notificare un ulteriore provvedimento restrittivo presso la dimora nei confronti di un quarto soggetto. Infine, uno degli amministratori, conosciuto il provvedimento cautelare emesso nei suoi confronti, non ha fatto rientro sul territorio nazionale e risulta attualmente latitante nella Repubblica Dominicana. Un sesto soggetto è stato segnalato all’Autorità giudiziaria. Nel corso delle attività sono state, altresì, eseguiti sequestri di conti correnti, titoli, immobili e quote societarie per un valore complessivo di quasi 3 milioni e mezzo di euro nei confronti degli indagati e delle società ad essi riconducibili.

 

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