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Tavernerio: il giardino di Villa Bossi Porro Lambertenghi agli antichi splendori

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Il giardino storico di Villa Bossi Porro Lambertenghi a Tavernerio torna agli antichi splendori. Dopo anni di chiusura gli splendidi spazi verdi che circondano la struttura verranno infatti recuperati e riaperti, per essere messi a disposizione degli ospiti di Villa Santa Maria, il centro specializzato nella cura e riabilitazione di bambini e ragazzi affetti da autismo e patologie neuropsichiatriche che è proprietario dell’immobile, e dei cittadini.
Il progetto per il recupero del giardino prevede la sistemazione di 2.200 metri quadrati di verde terrazzato, con la creazione di un nuovo scivolo di accesso, la salvaguardia e valorizzazione delle piante secolari, la piantumazione di alberi da frutto e piante autoctone, il rivestimento delle scarpate con arbusti floreali e l’installazione di un impianto di irrigazione. A realizzarlo saranno Villa Santa Maria in collaborazione con la Peverelli, azienda comasca specializzata nella progettazione e realizzazione di giardini, e con un gruppo di esperti in orti botanici e i giardini storici.
“L’obiettivo comune è quello di ridare dignità al giardino storico, che verrà aperto non solo ai nostri ragazzi, ma a intervalli regolari anche alla comunità”, sottolinea la dottoressa Gaetana Mariani, presidente e direttore generale di Villa Santa Maria. “Grazie alla collaborazione con l’Unità Operativa di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’Azienda ospedaliera di Gallarate verrà inoltre avviato un progetto pilota per la bachicoltura rivolto ai nostri ragazzi, che potranno quindi impegnarsi in un’attività che in altre realtà ha già dimostrato di garantire alle persone con disabilità notevoli benefici dal punto di vista psicologico e sociale”.
L’iniziativa, ribattezzata Progetto S.E.T.A., è rivolta agli adolescenti dai 14 anni in su, e prevede che i ragazzi vengano suddivisi in gruppi di 10 persone impegnati nell’allevamento di bachi per la produzione della seta. Lavorando in gruppo e occupandosi delle attività necessarie per l’incubazione, l’allevamento e la raccolta dei bozzoli i ragazzi avranno modo di utilizzare capacità potenzialmente possedute ma raramente applicate nella vita quotidiana e di sviluppare attitudini, abilità e competenze utili per un percorso di crescita personale e sociale.
Quanto ai tempi per l’intervento di riqualificazione del giardino, che dovrebbe durare almeno nove mesi, l’obiettivo è di avviare i lavori nel corso del prossimo autunno e di completare il percorso di recupero entro la primavera del 2016. Per coprire i costi dell’operazione, che costerà complessivamente 170 mila euro, è appena stata lanciata una raccolta di fondi alla quale chiunque potrà aderire dando il proprio piccolo o grande contributo. 

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