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Elio e le Storie Tese chiudono l’Estival Jazz 2015 a Lugano

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Il 37° Estival Jazz consuma oggi la sua ultima serata, la quinta, sul palco di piazza della Riforma a Lugano. E promette un finale con il botto con Elio e la black music diSeun Kuti

L’apertura della serata è già una dichiarazione di ritmo con  i Talking Drums, un progetto di Stephan Rigert attraverso il quale il percussionista bernese sintetizza una serie di esperienze e incontri musicali che vanno dall’Africa all’Asia, dal Sud America a Capo Verde, dove incontra la cantante Gabriela Mendes dalla voce calda ed esotica. Il progetto si avvale del talento compositivo del chitarrista elvetico Sandro e del senso del ritmo della percussionista americana Monette Marino.

Protagonista del secondo set, una delle band italiane più apprezzate anche all’estero, diversa da tutte le altre e difficilmente classificabile: Elio e le Storie tese. Un gruppo che definire “cult” è quasi riduttivo. Dopo anni di live e un numero imprecisato di bootleg, il cantante, autore e leader milanese Stefano Belisari (Elio) e i gli strepitosi musicisti de Le Storie Tese sono riusciti a imporre il loro stile e la loro creatività persino su un palco difficile come quello dell’Ariston di Sanremo mai tradendo la loro ispirazione originale che ha  un preciso riferimento al genio di Frank Zappa. Elio e Le Storie Tese  sono a Lugano per intrattenere e divertire: ci riusciranno senza problemi con i brani più famosi di loro 35 anni di carriera suggellata con le tre compilation “Del meglio del nostro meglio”, “Del meglio del loro meglio” e “Del medio del nostro medio”

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Per l’ultimo viaggio di questa edizione, Estival invita il suo pubblico a eplorare l’Egitto di Seun Kuti e le sonorità tipiche della più ricercata black music, fatta di ritmi incalzanti new soul, rap, calypso e funk con brani farciti da testi battaglieri. Seun Kuti è l’ultimo figlio di Fela Anikulapo Kuti, il creatore dell’Afrobeat. Alla sua morte, nel 1997, Seun ha solo 15 anni: prende le redini del suo gruppo Egypt 80 e rilancia la sfida sostenuto dalla presenza nella band di tanti musicisti che hanno suonato con il leggendario padre. Il suo è uno show indiavolato e, come il padre, attraverso la musica Seun lancia un messaggio per l’affermazione del suo popolo con un gruppo di dodici elementi e una musica che è stata definita come la  più travolgente macchina ritmica dell’Africa tropicale. Il tutto per un finale straordinario che vedrà ballare piazza della Riforma.

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