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Artisti internazionali, parole e cibo: Bocephus King apre “Cortili in Musica” al Chiostrino di Sant’Eufemia

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Quattro lunedì  in cui si susseguiranno in un connubio di musica e parole cantanti e musicisti internazionali: E’ l’edizione 2015 di “Cortili in Musica”, Festival Internazionale di musica e parole  che si svolgerà  nei giorni del 29 giugno, 6-13-20 luglio 2015 nel cortile del Chiostrino di Sant’Eufemia, ormai ribattezzato Chiostrino Artificio, in piazzolo Terragni a Como.

Quattro giornate, nello specifico  quattro lunedì in cui sarà possibile ascoltare live la musica di grandi musicisti ma anche conoscerli e scoprire qualche aspetto inedito sulla loro  vita e sulla loro carriera. Il Festival  “Cortili in musica”, rientra  nell’ambito della rassegna musicale MusicTellers organizzata da Progetto Artificio in collaborazione con Nerolidio.

L’evento oltre a coniugare perfettamente musica e parole sarà arricchito anche dal buon cibo, difatti ogni appuntamento  sarà preceduto da un apericena a cura del Crotto Piazzaga (costo 9euro).

Ma andiamo agli ospiti di caratura internazionale che si susseguiranno nelle serate, di quattro nazionalità differenti, porteranno in città non solo la loro musica ma anche le loro storie ed esperienze professionali e come previsto dal format MusicTellers chiacchiereranno  con il pubblico e con gli intervistatori, per rispondere a domande sulla loro carriera e sulla loro arte.

La direzione artistica dell’evento  è affidata ad Andrea Parodi, a presentare sarà Massi dei Leeches, mentre  a tessere le conversazioni informali con gli artisti ci saranno tre cosiddetti “playmakers” comaschi, tutti grandi esperti nonché cultori di musica, stiamo parlando di Alessio Brunialti, Giovanni Magatti e Maurizio Pratelli.

La programmazione prevede :

Il 29 giugno Bocephus King (Canada);

il 6 luglio David Corley (Usa/Olanda);

il 13 luglio Richard Lindgren (Svezia);

il 20 Luglio Mary Cutrufello (Usa).

Le serate si articoleranno nel seguente modo:

Ogni serata è divisa in tre parti: dalle 19.30 alle 20.30 apericena a cura del Crotto Piazzaga,  dalle 20.30 alle 21.30 concerto e dalle 21.30 in avanti chiacchierata tra il

pubblico e gli artisti, mediata dai playmakers musicali comaschi.

Quattro imperdibili appuntamenti che arricchiranno l’estate comasca con un valore aggiunto di musica, arte della parola e  buon cibo. Ingresso libero, solo l’apericena è a pagamento al costo di 9 euro

Stefania Ferro

Dove: Chiostrino Artificio, piazzolo Terragni 4 – Como

Quando: 29 giugno e 6, 13, 20 luglio

cortili in musica

 

BOCEPHUS KING

bocefius king1
Bocephus King, all’anagrafe James Perry, arriva da Vancouver e più precisamente da
Tsawwassen, una piccola cittadina sull’Oceano Pacifico dal fiero nome indiano. Poco più a
sud dello stesso promontorio si trova la cittadina di Point Roberts, contesa nel corso degli
anni tra Stati Uniti e Canada, ora territorio americano anche se confinante per 3/4 con
acque canadesi e per 1/4 con Tsawwassen. Ed è proprio in questo piccolo paese di
pescatori che Bocephus King spesso si rifugia a scrivere canzoni. Pochi minuti per varcare
il confine e arrivare in un luogo in lotta con la propria identità dove gli abitanti sono
cresciuti ascoltando John Prine e gli ACDC. Forti contrasti che si riflettono nella musica e soprattutto nella personalità di James Perry che ha dovuto per necessità costruire un personaggio capace di contenere tutte queste sfaccettature.
Bocephus King sembra uscito dal mondo del vaudeville, un Humphrey Bogart o un Robert
Mitchum senza tempo che incontra al bancone di un diner Tom Waits, Nina Simone e il
drugo del grande Lebowsky (si racconta che il buon Jamie se ne andasse al cinema in
accappatoio dopo essersi tuffato nelle onde gelide dell’Oceano Pacifico).
La carriera di Bocephus King comincia con Joco Music, un disco registrato proprio a Point
Roberts, nella casa di famiglia, insieme ad amici, parenti e qualunque musicista capitasse
da quelle parti. Un disco pieno di gioia realizzato dopo un lungo vagare tra la California, il
Messico, Nashville, New York e New Orleans. Col disco A small good thing arriva il primo
importante contratto discografico con una delle label più interessanti, la New West
Records, che pubblica anche il successivo The Blue Sickness, scommettendo per prima
sull’estro e il talento di Bocephus King. Il disco è un successo in Italia e il magazine
specializzato Buscadero gli dedica la copertina commentando: “è la seconda volta che
mettiamo un artista sconosciuto in copertina. La volta scorsa era toccato a Tracy
Chapman”.
Bocephus King arriva in tour in Italia infiammando ogni tipo di palcoscenico dove si trova a
suonare, da solo in acustico o con la sua band, The Rigalattos. Dal vivo è una miscela
esplosiva capace di spaziare tra sonorità blues, gospel, gipsy e country, rileggendo un
intero secolo di musica americana. Ci sono echi di Woody Guthrie, Dylan, Springsteen,
Waits ma anche Prince, Townes Van Zandt e tanto, tanto Cinema da Fellini a Quentin
Tarantino passando per l’estro dei fratelli Coen.
L’album successivo è All children Believe in Heaven, che ottiene pareri discordanti per le
sonorità sovraccariche di sperimentazioni che riflettono anche un momento personale
della sua vita fatta di forti contrasti, di momenti più difficili e di gioie infinite come la nascita
della sua prima figlia, Stella Bella Blue. A distanza di anni riascoltando quel disco ci si
accorge che conteneva canzoni straordinarie come Goodnight forever Montgomery Clift e
Jesus The Bookie, con due testi visionari e crudi.
Bocephus King rimette le cose a posto con Willie Dixon God Damn, un album pieno di
contaminazioni ma molto più sobrio e solare.
Nel gennaio 2014 l’etichetta italiana Appaloosa pubblica un’antologia completamente
rimasterizzata di Bocephus King, Amarcord; un titolo felliniano, per ripercorrere questo
viaggio pieno di riferimenti cinematografici e surreali.
Una maratona di quasi ottanta minuti attraverso le sue canzoni più belle e alcuni inediti, tra
cui una personale rilettura di Senor di Bob Dylan, registrata con due musicisti indiani
conosciuti la sera stessa in un locale.
Nel marzo 2015, sempre su etichetta Appaloosa, esce un nuovo disco dal titolo Illusion of
Permanence, uno straordinario viaggio musicale da ovest a oriente con sonorità che
spaziano dal folk, al rock, alla psichedelia e alla musica araba.
Bocephus King non è mai fermo, continua a viaggiare e lasciarsi contaminare da ogni
paesaggio, libro, film, musicista e persona che incontra.

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