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L’erbese Galmarini è il “giovane traduttore dell’anno” del Raduga

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Niccolò Galmarini, classe 1985, originario di Erba (Como) ma residente a Roma è il ‘Giovane traduttore dell’anno’ del VI Premio Raduga, concorso letterario italo-russo dell’Associazione Conoscere Eurasia e proclamato oggi alle Gallerie d’Italia di Milano. Con la traduzione dal russo di ‘Paranoia’ dello scrittore bielorusso Viktor Martinovič, Niccolò Galmarini è stato selezionato tra quasi 500 elaborati presentati da giovani penne italiane e russe under 35. Laureato in Lettere e Lingue e culture del Vicino Oriente, Galmarini ha conseguito il dottorato di ricerca sulle antiche religioni anatoliche oltre a coltivare la passione per la lingua e letteratura russa. Con lui sul podio anche Ambra Simeone di Monza, ma originaria di Gaeta, che con il suo racconto ‘La favola del grande scrittore’ ha vinto nella categoria ‘Giovane narratore dell’anno’. Il podio russo, invece, è composto dalla traduttrice Marija Vadimovna Gojchman (Il pozzo addosso) e dall’autore Dmitrij Sergeevič Filippov (Ritorno). Oltre al riconoscimento economico, i vincitori vedranno pubblicati i loro lavori sul volume antologico bilingue “Almanacco letterario” edito da Conoscere Eurasia Edizioni. Per il presidente dell’Associazione Conoscere Eurasia e Banca Intesa Russia, Antonio Fallico: “Con l’edizione 2015 il Premio Raduga segna un nuovo record: 466 elaborati presentati, provenienti da 27 province italiane e da 16 regioni della Federazione Russa, tutti accomunati da una sorprendente maturità letteraria. Anche quest’anno i giovani autori e traduttori hanno saputo interpretare la complessità e le contraddizioni del nostro tempo in modo consapevole e profondo, diventando veri ambasciatori del sodalizio culturale tra Italia e Russia”.

Il Premio Raduga, nato nel 2010 dall’Associazione Conoscere Eurasia con sede a Verona e l’Istituto Letterario A.M. Gor’kij di Mosca per rafforzare i rapporti culturali italo-russi, è dedicato a giovani autori e traduttori under 35 sia italiani che russi. Il percorso di selezione, iniziato a gennaio 2015, ha coinvolto due giurie composte da personalità dell’editoria e del panorama letterario dei due Paesi: quella italiana, guidata da Inge Feltrinelli, presidente Giangiacomo Feltrinelli Editore e quella russa, presieduta da Boris Tarasov, docente Istituto letterario A.M. Gor’kij. L’edizione 2015 del Premio, organizzato in collaborazione con il Centro Russo di Scienza e Cultura a Roma (RosSotrudnichestvo) e l’Istituto Italiano di Cultura a Mosca, si è svolto con il patrocinio dell’Agenzia Federale per la stampa e le comunicazioni di massa della Federazione Russa (Rospechat’) e con il sostegno di Banca Intesa Russia e TechEdge.

Niccolò Galmarini, classe 1985, è nato a Erba e si è laureato in Lettere all’Università di Pisa, specializzandosi in Lingue e culture del Vicino Oriente antico alla Sapienza di Roma, dove lavora. Ha conseguito il dottorato di ricerca in antiche religioni anatoliche e coltiva un forte interesse per le civiltà orientali oltre alla passione per la lingua e la letteratura russe. Oggi, infatti, è traduttore editoriale dal russo. Fra le sue traduzioni principali: Scimmia nera di Zachar Prilepin (Voland 2013) e il suo ultimo romanzo Il monastero (in uscita). Sta per conseguire la laurea magistrale in Lettere Moderne.

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