CiaoComo - Notizie in tempo reale, news a como di cronaca, politica, economia

LA CURIOSITA’ – Citronella per nascondere droga sul furgone: scoperto (FOTO)

Droga sul furgone  – I carabinieri di Fino Mornasco, coadiuvati dai colleghi del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Cantù, hanno eseguito un’operazione antidroga conclusa con il sequestro di un notevole quantitativo di marijuana e l’arresto di due persone. Da qualche tempo i militari finesi erano sulle tracce di carichi di marijuana in transito lungo la Statale dei Giovi, provenienti dall’estro e diretti in tutta Italia. Questa volta i militari hanno intercettato e bloccato uno di questi carichi, proveniente da un Paese europeo e da poco giunto in Italia. Iniziato a seguire il furgone che i miltiari sapevano avere un carico di droga e poi fermato per un controllo, i carabinieri hanno subito aperto il vano, trovandovi una scatola di legno di grosse dimensioni. Al suo interno vi erano 57 confezioni di plastica, contenenti quasi 30 chili e mezzo di marijuana. Tutte queste confezioni erano a loro volta chiuse all’interno di alcuni sacchi di plastica, anch’essi  sotto vuoto, nonché cosparso di citronella, in modo da cercare di annullare definitivamente l’odore di marijuana. Ingegnoso sistema, ma che non è servito ad evitare guai.

In manette un uomo del 1961, pluripregiudicato bergamasco, residente ad Albino. Egli viaggiava sul furgone del complice, suo nipote, classe 1984, anch’egli bergamasco, domiciliato a Mozzo, pregiudicato pure lui, il quale era rimasto nella sua officina di carrozzeria in attesa dello zio e del prezioso carico. Contemporaneamente all’arresto dei militari finesi, invece, sono giunti in officina non lo zio, ma i Carabinieri di Curno (Compagnia Carabinieri di Bergamo), i quali hanno effettuato una perquisizione. In officina i militari bergamaschi hanno trovato ben 125.000 euro, provento di mesi di attività illecita, nonché un altro chilo di marijuana. I soldi sono stati sequestrati e consegnati ai militari comaschi per l’indagine competente alla Procura lariana. Traffico redditizio, visto che i soldi che i due guadagnavano con lo spaccio erano talmente tanti che per contarli si erano addirittura procurati una macchina conta-soldi! Ora lo zio è in carcere al Bassone, nipote già processato per direttissima a Bergamo.