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Ecco il volto della sacerdotessa Isiuret. Conferenza al Museo Giovio

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Nuovo appuntamento venerdì 5 giugno, alle ore 21, al Museo Archeologico Paolo Giovio, con le iniziative correlate alla Settimana Egizia.
Isabella Nobile, conservatrice del Museo cittadino e Davide Porta, responsabile tecnico del Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell’Università degli Studi di Milano, presenteranno i risultati delle indagini storiche e delle ricerche scientifiche condotte sulla mummia della sacerdotessa Isiuret, conservata insieme al suo elegante sarcofago al Museo Giovio.

isiuret_sarcofago
È su Isiuret, infatti, che venne effettuata la prima Tac a una mummia in Italia, nel 1990. Le tecniche di indagine radiografica hanno dato un grande contributo all’antropologia, in particolare nello studio delle mummie: fratture, calli ossei e caratteristiche antropologiche possono essere indagate anche se racchiuse in un corpo disidratato. E’ però l’invenzione della Tac e la sua applicazione in campo antropologico che ha permesso un ulteriore passo avanti, consentendo di osservare anche i tessuti molli e di individuare particolari che prima sarebbero sfuggiti: tumori, ascessi, fratture e importanti informazioni sulla tecnica di mummificazione.
Questo studio non invasivo ha permesso quindi di effettuare un identikit della sacerdotessa che altrimenti non sarebbe stato possibile. Ed è proprio basandoci su questi dati che è stato possibile ricostruire a figura intera il personaggio di Isiuret.
Stabilita la posizione che avrebbe dovuto assumere, il personaggio è stato realizzato scegliendo come modello una ragazza con le stesse caratteristiche fisiche della sacerdotessa, una donna di trent’anni, alta circa 1,60 metri e in buona salute. Le parti del corpo coperte dal vestito sono state realizzate in schiuma uretanica mentre per le parti a vista è stata utilizzata una resina, colorata in un secondo momento. Il volto, modellato in creta, è anch’esso in resina.
Ciò che rende Isiuret una delle ricostruzioni più innovative e complete in Italia è il fatto che tutti gli oggetti indossati tradizionalmente da una sacerdotessa di Iside, siano stati ricreati con l’aiuto di costumisti, archeologi ed egittologi: l’abito in lino con la foggia tipica del suo rango, il collare usekh, il cono di profumo sul capo e i sandali, fino ad arrivare alla ricostruzione del sistro, strumento musicale che ne attesta lo status sociale.
“Questo è il genere di lavoro che riporta in vita un personaggio del passato, avvicinandolo al pubblico – spiega Isabella Nobile – questo è il senso finale della ricostruzione in campo archeologico”.

Venerdì 5 giugno
Museo Archeologico
Ore 21.00
L’altra Isiuret. Il risultato di una ricerca
Conferenza di Isabella Nobile e Davide Porta

Domenica 7 giugno
Museo Archeologico
Dalle ore 15.00 alle ore 16.00
Amuleti e segreti
Laboratorio creativo per bambini 4-6 anni
Prenotazione obbligatoria 031 252550

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