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Prevenire l’ictus: sabato test gratuiti al Sant’Anna (VIDEO-INTERVISTA)

Esami gratuiti al Sant’Anna per prevenire l’ictus. Sabato 16 maggio, nel presidio di San Fermo della Battaglia (Spazio Eventi, piano -1 rosso), si svolgerà l’iniziativa “Occhio alla testa – l’ictus cerebrale: conoscerlo per saperlo affrontare”, organizzata dall’Azienda Ospedaliera “Ospedale Sant’Anna” di Como e dalla sezione comasca di A.Li.Ce onlus con il patrocinio dell’Asl.

Gli specialisti dell’Unità Operativa di Neurologia e della Chirurgia Generale a indirizzo vascolare e toracico, dirette, rispettivamente, da Marco Arnaboldi e Roberto Caronno, saranno a disposizione della popolazione dalle 9 alle 13 per uno screening che prevede la misurazione della pressione arteriosa, la ricerca di eventuale fibrillazione atriale e la valutazione delle arterie carotidee con ecocolordoppler. Per quest’ultimo esame, riservato alle persone con più di 60 anni, è necessaria la prenotazione al numero di telefono di Alice onlus: 335-1806901. I posti a disposizione per questo test sono 60.

Durante la mattinata i volontari di A.Li.Ce distribuiranno materiale informativo su questa patologia che, in Italia, rappresenta la terza causa di morte dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie ed è la prima causa assoluta di disabilità e la seconda causa di demenza.

L’ictus

L’ictus, termine che deriva dal latino e significa “colpo”, è una lesione cerebro-vascolare causata dall’interruzione del flusso di sangue al cervello dovuta a ostruzione o a rottura di un’arteria. Come un attacco di cuore, l’ictus può colpire improvvisamente, spesso senza preavviso e senza dolore.

Ogni anno in Italia si verificano oltre 200.000 nuovi casi di ictus (incidenza 2-3 pazienti/anno/1.000 abitanti) di cui l’80% sono i nuovi casi e la restante parte è costituita dalle recidive.

Le cause

Gli ictus sono causati da ischemia (ictus ischemico) o da emorragia (ictus emorragico). La prima si genera quando, all’interno di un’arteria cerebrale, si forma un coagulo di sangue – il trombo -, che restringe il vaso sanguigno. La seconda tipologia si ha, invece, quando un embolo, che si è formato in un’altra parte del corpo, solitamente nel cuore, può immettersi nel flusso sanguigno e arrivare a ostruire un’arteria cerebrale. L’ictus emorragico è il risultato della rottura  della parte di un vaso “debole” che si rompe e sanguigna nel cervello circostante.
L’ictus emorragico rappresenta solo il 15% di tutti gli ictus, ma è il più grave e potenzialmente fatale, perché si verifica quando appunto un’arteria cerebrale si rompe.

I fattori di rischio

Tra i fattori di rischio dell’ictus non modificabili ci sono l’età, l’ereditarietà’ e la storia familiare, nonché l’obesità. Per quanto riguarda il sesso, quello maschile è lievemente più colpito, specie nelle fasce di età più giovani, in quanto le donne sono protette dagli ormoni sessuali almeno fino alla menopausa, ma più della metà dei decessi per ictus si verificano nelle donne. Dopo i 65 anni l’incidenza è la stessa.

Tra i fattori di rischio modificabili con comportamenti adeguati o specifici trattamenti farmacologici ci sono l’ipertensione arteriosa, la Fibrillazione Atriale, il diabete mellito, il colesterolo e i trigliceridi oltre la norma, il tabagismo, la presenza di placche che restringono il calibro delle carotidi (stenosi carotidea), la mancanza di attività fisica, l’abuso di alcool, l’assunzione della pillola estroprogestinica. Sono infatti più esposte al rischio ictus le donne che assumono contraccettivi orali e soffrono di emicrania e/o sono fumatrici.

Sintomi e terapia

“Riconoscere i segni dell’ictus – spiega Marco Arnaboldi, primario della Neurologia dell’Ao Sant’Anna – è fondamentale per poter trattare adeguatamente e tempestivamente la patologia in atto. E’ quindi fondamentale che l’ammalato venga portato il più rapidamente possibile presso una struttura dove possa essere sottoposto a trombolisi con rTPA, farmaco che, rimuovendo il trombo, riduce l’area cerebrale infartuata. In corso di ictus si verifica la morte di 2 milioni di neuroni ogni minuto, oltre alla perdita di 230 milioni di sinapsi al secondo e di 714 chilometri di fibra mielinica all’ora. Tale terapia può essere effettuata fino a 4-5 ore dall’esordio dei sintomi, ma deve essere somministrata il più precocemente possibile per essere efficace”

In Italia si verifica un ictus ogni 2-3 minuti: si tratta di una malattia che può essere catastrofica per l’invalidità motoria e cognitiva residuale.

“L’ictus – prosegue lo specialista – va prevenuto conoscendo e trattando i fattori di rischio. L’intervento preventivo è molto più efficace e molto meno costoso del trattamento ospedaliero una volta verificatosi l’evento. L’Azienda Ospedaliera Sant’Anna dispone di una Stroke Unit, cioè di un’unità per il trattamento intensivo di tale patologia oltre a un reparto di Riabilitazione per post-acuti dove il malato inizia la riabilitazione appena possibile. La riabilitazione – conclude – non deve essere intesa come una sorta di “ginnastica”, ma è una vera e propria terapia che deve saper sfruttare al massimo la plasticità del sistema nervoso ai fini del recupero e deve essere effettuata da medici fisiatri e tecnici della riabilitazione con competenze specifiche”.