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“A cena in scena” ..signori e signore il teatro è servito al Sociale

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I Greci e i Romani lo chiamavano simposio. Era era quella pratica conviviale, che faceva seguito al banchetto, durante la quale i commensali intonavano canti conviviali, si dedicavano ad intrattenimenti di vario genere, recite, danze, conversazioni, giochi. Nello spirito del simposio mercoledì 6 maggio al Teatro Sociale c’è “A cena in scena”  la fusione tra due mondi, l’arte teatrale e quella gastronomica, dove letteratura e cucina si fondono in una performance che coinvolge totalmente gli spettatori/commensali.

S’apre il sipario ed ecco le tavole apparecchiate di tutto punto. I convenuti prenderanno posto e si comincia. Il menu è misterioso, lo si svela mano a mano che lo spettacolo procede. Ogni pietanza rimanda a ciò che viene assaggiato, gustato, sorseggiato e sgranocchiato, in un connubio equilibrato tra gusto e udito, sapori e stili, vivande e opere. Piatto dopo piatto, vengono svelati i legami affascinanti tra ingredienti culinari e materia narrativa dei grandi classici della letteratura, ma anche delle opere più contemporanee. Accompagnate dalla melodia di Adriano Sangineto, le parole di Christian Poggioni scivolano lievi durante questa cena, che intreccia sapori e profumi attuali a suggestioni lontane.

Teatro Sociale – Palcoscenico

mercoledì, 6 maggio – ore 20.30

A CENA IN SCENA

drammaturgia Maddalena Massafra

con Christian Poggioni

accompagnamento musicale Adriano Sangineto

 

biglietto 35 euro compresa la cena 

 

 

Note di drammaturgia di Maddalena Massafra

MANGIATORI DI IDEE 

Unico fra gli animali, l’uomo vuole che il suo cibo non sia solo “buono da mangiare”, ma vuole anche, citando Lévi-Strauss, che sia “buono da pensare”, perché fra tutte le cose di cui ci nutriamo vi sono anche le idee

(M. Pollan, Cotto)

A cena in scena nasce da una ricerca che parte dalle nostre origini, quelle più primordiali, di esseri umani fatti di istinti, ma anche di pensiero.  Qual è il legame che unisce mente e palato? Cosa accomuna questi due mondi, apparentemente così distanti ma allo stesso tempo tanto indispensabili ed attraenti per l’essere umano? Parola e cibo si pongono alle radici dell’essere umano e concorrono a creare zone intermedie di scambi, relazioni cariche di potenzialità. Non è forse vero che la cucina e il teatro, la letteratura, la musica hanno in comune molti aspetti? L’artigianalità, la sensibilità, la preparazione rigorosa e la passione per un mestiere antico che, se fatto bene, sa regalare emozioni…

Mondi apparentemente lontani che però, se messi in dialogo, possono creare un affascinante spazio di contatto e di scambio, influenzandosi vicendevolmente, mutuando l’uno dall’altro modalità espressive, rendendosi, insieme, veicoli di cultura e identità.

Sin dai tempi più antichi, l’atto del conoscere e quello del cibarsi sono sempre stati accostati, così come l’attività letteraria e quella gastronomica. Ma perché?

Forse in virtù del fatto che la conoscenza è vista come un atto di assimilazione, assai simile a quello del mangiare e del digerire. Basti pensare che nel mondo latino, il termine sapientia deriva dal verbo sapio, che indica aver sapore e anche esser saggio, avere senno.

A cena in scena vuole indagare tutto questo mostrando che mangiare non è soltanto nutrizione, ma vera e propria via di conoscenza. Conoscenza delle materie prime, sentimento della qualità, educazione al gusto: perché nel cibo, così come nella letteratura e nel teatro, si creano e si formano identità, si incontrano culture diverse che possono entrare in dialogo e interagire.

cristian poggioni

CHRISTIAN POGGIONI

http://www.christianpoggioni.it

Nato a San Paolo del Brasile nel 1972, viene ammesso da Giorgio Strehler alla prestigiosa Scuola di Teatro del Piccolo Teatro di Milano, dove si diploma in recitazione nel 1999. Nel 2000 si laurea con 110 e lode presso l’Università Statale di Milano e nel 2003 frequenta con il massimo dei voti un master in regia presso la School of Cinematic Arts – University of Southern California di Los Angeles.

Dal 1999 al 2006 recita in spettacoli diretti da registi di fama internazionale quali Giorgio Strehler (Temporale, Così fan tutte), Peter Stein (Pentesilea), Massimo Castri (Questa sera si recita a soggetto), Antonio Calenda (Agamennone, Coefore, Otello), prendendo parte a tournée nazionali ed europee. Parallelamente recita in diverse produzioni televisive, cinematografiche e radiofoniche per Mediaset, RAI e Radio Svizzera Italiana.

Nel 2007 intraprende un percorso di ricerca e produzione autonoma, scrivendo, dirigendo e interpretando gli spettacoli Tradimenti (2007), Nostos (2008), Alla ricerca del tempo perduto (2010), Alla corte di un giullare (2011), Apologia di Socrate (2013).

Nel 2008 è assistente alla regia presso la Kaye Playhouse di New York (Le nozze di Figaro).

Nel 2012 ottiene dal drammaturgo francese Érich-Emmanuel Schmitt i diritti per dirigere e interpretare due suoi testi, La notte degli ulivi e Il vangelo secondo Pilato, riuniti in un unico evento intitolato Gerusalemme anno XXXIII e replicati con successo in numerosi teatri tra cui il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e il Teatro Sociale di Como.

Dal 2009 collabora con l’Università Cattolica di Milano, dove è chiamato come insegnante di recitazione presso il Laboratorio di Drammaturgia Antica e la Scuola di Alta Formazione, organizzati e diretti dalla prof.ssa Elisabetta Matelli e con la direzione artistica di Giorgio Albertazzi (2012) e di Antonio Calenda (2012-14).

Sul territorio comasco propone corsi di teatro rivolti a diverse fasce di età, dai bambini delle scuole elementari agli adulti.

È vicepresidente dell’Associazione Kerkìs. Teatro Antico in Scena.

 

adriano sangineto

ADRIANO SANGINETO

http://www.adrianosangineto.com

Nato e cresciuto nell’ambiente della liuteria paterna (è figlio del liutaio Michele Sangineto), Adriano si forma come musicista venendo a contatto con personalità di spicco della cultura popolare internazionale, come Alan Stivell, Carlos Nunez, i Chieftains e altri. Appassionato degli strumenti popolari in generale, esprime un eclettismo musicale in svariati ambiti musicali, dalla musica antica a quella moderna, passando per la musica classica, il new age, il pop, e rivalutando la musica popolare italiana ed europea con arrangiamenti originali. Adriano suona numerosi strumenti a fiato e a corda e si specializza in clarinetto al conservatorio di Milano e in arpa celtica compiendo degli studi da autodidatta. Impegnato nella costante ricerca di nuove sonorità, ha sviluppato una tecnica personalizzata che trasforma l’arpa celtica in uno strumento di grande coinvolgimento stravolgendo ogni connotazione. Adriano, grazie all’approfondimento della composizione classica al Conservatorio di Milano e alla sua coniugazione con la cultura musicale popolare, compone brani per numerose destinazioni, colonne sonore, attività teatrali, pubblicità.

Nel 2012 ottiene un riconoscimento al “Golfo dei Poeti film festival” di Lerici come compositore della migliore colonna sonora tra i cortometraggi in gara.

Insieme alla sorella gemella Caterina, forma l’Ensemble Sangineto con cui si dedica alla musica popolare irlandese e italiana con arpa celtica e salterio.

Nel 2013 Adriano fonda il gruppo Antica Liuteria Sangineto, con cui presenta un repertorio di musica antica (dal Medioevo al Barocco) utilizzando strumenti desueti ricostruiti dal padre liutaio a partire dai dipinti di maestri pittori del Rinascimento (quali Giorgione, Piero di Cosimo, Gaudenzio Ferrari e Leonardo da Vinci). Con questo gruppo incide nel dicembre del 2013 una monografia dedicata agli strumenti musicali nell’arte pittorica che promuove in Italia e in Francia.

 

maddalena massafra

MADDALENA MASSAFRA

Laureata in “Linguaggi dei media: Teatro ed eventi culturali” presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica del S. C. di Milano, si occupa di comunicazione e organizzazione in ambito teatrale.

Da sempre appassionata di scrittura, collabora sin dagli anni dell’università con alcune testate giornalistiche comasche, tra cui: L’Ordine – quotidiano d’opinione di Como, La Provincia, Genio Donna – mensile per le pari opportunità.

Successivamente viene ammessa e consegue il diploma presso il master biennale in Management for Performing Arts (MASP) – organizzato dalla SDA Bocconi di Milano, in collaborazione con Accademia Teatro Alla Scala e Piccolo Teatro di Milano – e poi al Corso di Scrittura e Social Media Marketing, organizzato dalla Fondazione Fitzcarraldo di Torino.

Nel 2012 lavora al Piccolo Teatro di Milano nel settore Ufficio Marketing e Comunicazione. A partire dallo stesso anno avvia inoltre proficue collaborazioni con compagnie teatrali e realtà culturali in Italia e nel Canton Ticino, in veste di consulente per gli aspetti di ideazione, pianificazione e scrittura dei progetti, tra cui: Markus Zohner Arts Company di Lugano e Dicastero Giovani ed Eventi Culturali di Lugano, Kerkìs. Teatro Antico In Scena, Opera Liquida e ArteVOX.

Nell’aprile del 2013 partecipa al Festival della Bellezza di Noto in qualità di assistente alla drammaturgia del regista Felice Cappa, con il quale collabora anche, nel maggio dello stesso anno, affiancandolo nel progetto di Fondazione Corriere della Sera per lo spettacolo “Martini: il Cardinale e gli altri”, debuttato al Festival di Spoleto nel luglio del 2013 e primo spettacolo della Stagione 2013/14 del Piccolo Teatro di Milano.

L’anno successivo collabora all’organizzazione della I° edizione del Festival di Teatro Carcere Prova a sollevarti dal suolo, all’interno della Casa di Reclusione Milano Opera di Milano.

Dal 2014 è docente del corso di Scrittura creativa presso la Scuola di Como organizzata da UniverComo e lavora stabilmente presso il Teatro Comunale San Teodoro di Cantù, dove si occupa della programmazione della stagione teatrale e collabora in qualità di addetto stampa e membro dello staff comunicazione.

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