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Aziende lariane: cresce la cassa integrazione straordinaria +194,8%

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“Lo scenario che si palesa, dai dati INPS sulla richiesta delle ore di cassa integrazione da parte delle aziende comasche nel I° Trimestre del 2015, raffigura una situazione di crisi economica ancora nebulosa ed incerta”. Così Salvatore Monteduro, segretario generale CST UIL di Como, nel presentare il secondo rapporto (Marzo 2015 e I° Trimestre anno 2015) del sindacato sulla cassa integrazione a Como.

Se da una parte si assiste a una diminuzione del 23,2% delle richieste di ore di cassa integrazione totale rispetto allo stesso periodo del 2014, flessione sostanziale per la cassa in deroga – 84,1 %, meno evidente la riduzione delle ore di cassa integrazione ordinaria -28,5%, dall’altra, in controtendenza, sono le richieste per le ore di cassa integrazione straordinaria, con una crescita del 10,9%. Dato questo opposto a quello Regionale ( -33,7 %) e Nazionale (- 31,6%).

Nel mese di marzo 2015, rispetto allo stesso mese dell’anno 2014, la cassa integrazione straordinaria è esplosa +194,8%, mentre il totale delle ore di cassa integrazione sono state 1.459.076, di cui l’84% sono nel settore dell’industria (1.226.401 ore), e le aziende tessili comasche hanno richiesto 582.655 ore, equivalente al 39,9% delle ore di cassa integrazione totale, con 3.427 lavoratori potenzialmente tutelati.

“Complessivamente le richieste di ore di cassa integrazione sul territorio di Como, nel primo trimestre 2015 –continua Monteduro – hanno permesso di tutelare quasi 8.000 lavoratori dalla possibile espulsione dal mondo del lavoro ed ha permesso alle imprese di salvaguardare le professionali presenti in azienda”.

 

Un dato significativo resta quello relativo alla cassa integrazione straordinaria, con 870.206 ore nel mese di marzo 2015, e che rivela come sia ancora in atto un processo di ristrutturazione, riorganizzazione e/o riconversione delle imprese. Sono in particolare le aziende tessili ad usufruirne: le ore di cassa integrazione straordinaria richieste dalle imprese del settore a Como, nel mese di marzo, sono state 276.519, con più di 1.600 lavoratori interessati. “La situazione di difficoltà vissuta dalle aziende del nostro territorio – aggiunge Monteduro – deriva, probabilmente, dalla stagnazione dei consumi interni, mentre le imprese che si sono inserite nel mercato globale hanno beneficato dell’esportazioni, cresciute nella nostra Provincia del 2,7%, nell’anno 2014 rispetto all’anno precedente”.

 

“Necessario che la riforma della cassa integrazione – conclude il segretario generale CST UIL di Como – che sarà resa operativa dal Governo con un decreto attuativo, a seguito della legge delega sul jobs act, non deve prevedere diminuzioni temporali e/o economiche del sussidio, altrimenti il rischio di espulsione, dal mondo del lavoro per tanti lavoratori, è elevato”.

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