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Chiusura uffici postali: la Regione quasi pronta a presenterà il suo piano di razionalizzazione

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Sarà concluso entro la fine della prossima settimana il lavoro di raccolta dei dati da parte della Regione Lombardia, necessario per elaborare una proposta di modifica del piano di Poste Italiane, che prevede, per la nostra regione, la chiusura di 61 uffici (4 in provincia di Como) e l’apertura a giorni alterni di altri 121 (18 nel nostro territorio). E’ quanto ha chiarito oggi il sottosegretario alle Riforme istituzionali, Enti locali, Sedi territoriali e Programmazione negoziata della Regione Lombardia Daniele Nava “Entro la prima metà di maggio – ha riferito Nava – il Tavolo concluderà i suoi lavori e formalizzerà la proposta di modifica del Piano a Poste Italiane”. Hanno partecipato alla riunione odierna diversi rappresentanti del Consiglio regionale, del presidente del Comitato regionale per la Tutela dei consumatori e degli utenti, dell’assessore Mauro Parolini, nonchè di Comuni e Province rappresentate dalle associazioni Anci Lombardia e Upl.

La raccolta dei dati si è basata sui criteri stabiliti nella precedente riunione. Per le chiusure: presenza o assenza di sportelli bancari nello stesso Comune; distanza rispetto a un altro ufficio postale; presenza o assenza e frequenza delle linee di trasporto pubblico locale; Comuni recentemente oggetto di fusione. Per quanto riguarda le razionalizzazioni (ossia le aperture a giorni alterni): elenco dei Comuni turistici; situazioni particolari come giornate di mercato; concomitanza o meno delle chiusure nei Comuni limitrofi.

“E’ necessario da parte nostra – ha spiegato Nava – fare una scrematura in maniera oggettiva ed elaborare un prospetto, sottolineando i casi più critici su cui chiedere un ripensamento. Non è opportuno avviare una guerra tra poveri. Ci siamo dati dei criteri e su questi dobbiamo basarci. Non si può dare ragione a chi grida di più o sottostare a logiche campanilistiche”.

“Venerdì scorso – ha riferito Nava – ho incontrato, insieme al presidente Maroni, i vertici di Poste Italiane. Si è parlato anche del lavoro che stiamo portando avanti e che dovrà trovare a breve un momento di confronto finale durante il quale sottoporre all’azienda le istanze del sistema lombardo”. “Noi abbiamo dimostrato serietà – ha concluso Nava -. Siamo già riusciti a sospendere il Piano, facendo da capofila anche per altre Regioni, e a produrre dati oggettivi per chiedere le modifiche del caso. Auspichiamo naturalmente un esito che sia il più favorevole possibile, ben sapendo però che il Piano di Poste Italiane non potrà essere ritirato”

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