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Diffidare dall'”effetto CSI”: incontro con il medico legale Cristina Cattaneo

Un incontro incentrato sulle scienze investigative e su come vengono percepite oggi: questo il tema dell’appuntamento dal titolo “Dall’archeolobiologia alla medicina legale, un percorso tra etica e scienza”. Lunedì 13 aprile alle ore 20.30 presso la Sala Conferenze Unindustria Como, in Via Raimondi n.1, Cristina Cattaneo, antropologa forense e medico legale, dialogherà con Chiara Milani, direttore scientifico della Biblioteca comunale di Como, su come il successo di alcune serie televisive, come le americane CSI e NCIS o l’italiana RIS, ha cambiato la percezione che la gente comune ha verso la medicina forense e le perizie scientifiche: si chiama “effetto CSI”, ossia la spettacolarizzazione e la banalizzazione televisiva delle scienze investigative forensi che hanno come conseguenza ultima quello di ledere l’immagine dei professionisti. Quanti di noi, effettivamente, seguendo queste serie TV non hanno pensato almeno una volta che si tratta di una professione stimolante e tutto sommato anche abbastanza “semplice”. E’ proprio questa l’idea che bisogna sfatare. Il popolo televisivo non si rende conto del tipo di lavoro e dei tempi che stanno dietro un’inchiesta: è necessario incrociare un insieme di informazioni identificative, cliniche, anatomopatologiche, ossee e balistiche, ad esempio. Le indagini richiedono mesi, a volte non si arriva a niente e bisogna ricominciare. Certo, la scienza non offre risposte immediate né verità assolute, ma soltanto asserzioni sempre confutabili e sempre verificabili.

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Cristina Cattaneo

Co-fondatrice e direttrice del Laboratorio di antropologia e odontologia forense dell’Università degli Studi di Milano (LabAnOF), un laboratorio innovativo nella ricerca in campo identificativo, insieme all’associazione Penelope per persone scomparse Cristina Cattaneo ha collaborato con il Governo per la realizzazione di un sistema che renda più semplice e veloce confrontare le informazioni sulle persone scomparse con quelle sui cadaveri senza nome.

La carriera professionale di Cristina Cattaneo è iniziata come consulente e collaboratrice di Antropologia Fisica e Osteologia Umana presso il Laboratorio di Archeobiologia del Museo Civico Giovio di Como, proprio sotto la sua guida sono state eseguite le analisi su Isiuret, la mummia di una sacerdotessa del dio Amon che fa parte della collezione donata da Alfonso Garovaglio – un collezionista dell’Ottocento – al Museo Archeologico di Como. Ed è proprio grazie al LabAnOF che oggi sappiamo qualcosa di più su Isiuret: al laboratorio milanese, infatti, è stata affidata la ricostruzione facciale della sacerdotessa vissuta a Tebe quasi 3000 anni fa.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti con prenotazione obbligatoria a: unindustriacomo@unindustriacomo.it.

Ivana Rusconi