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Strage di Milano: a Lurago il dolore per una delle vittime del killer (FOTO)

Ci sono tanti legami con Como ed il suo territorio nella tremenda strage di Milano di ieri all’interno del Tribunale. Con l’imprenditore Claudio Giardiello, 57enne, immobiliarista e imputato di bancarotta in un processo, che dopo essersi visto revocato il mandato da parte di un legale lariano ha perso la testa ed ha sparato uccidendo tre persone tra cui Giorgio Erba, co-imputato del dibattimento per il fallimento dell’Immobiliare Magenta, 60 anni, residenza a Lurago d’Erba e spesso tra i frequentatori del campo di volo di Verzago. Choc in tutto il paese e tra gli amici di Erba per questa notizia.

GIARDIELLO TRIB MILANOGiardiello, intanto, e’ stato portato in carcere dopo essere stato bloccato a Vimercate dai carabinieri. Fuggito in scooter dal Tribunale dopo la strage, braccato e fermato. “Volevo vendicarmi di chi mi ha rovinato” avrebbe detto ai carabinieri, subito dopo la cattura. Le ultime parole dell’avvocato ucciso, invece, sono state queste: “Non ho nessun problema a testimoniare, nella vita bisogna essere coraggiosi”. Le riporta un collega, Vinicio Nardo.

INCHIESTA ALLA PROCURA DI BRESCIA

evacuato tribunale milano

L’inchiesta, condotta dalla Procura di Brescia (che è competente sulle indagini relative al tribunale di Milano), dovrà chiarire il nodo dell’ingresso di Giardiello dentro il tribunale. Le telecamere hanno ripreso il killer mentre parcheggiava il suo scooter in via Manara (accesso secondario del Palazzo di Giustizia) e mentre entra dall’ingresso alle 9.19. “Dalle analisi delle telecamere – ha detto il procuratore Bruti Liberati – si vede che mostra qualcosa, evidentemente un tesserino di riconoscimento”. All’ingresso di via Manara, ha spiegato ancora il magistrato, non c’è un metal detector, “perché si tratta di un ingresso riservato solo al personale, magistrati e avvocati”. Sulla questione è intervenuto anche il ministro della Giustizia Andrea Orlando: “Verificheremo se ci sono state falle”.