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L’ansia può favorire la demenza? Al via un progetto di ricerca

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Cosa può comportare l’aumento dell’età media della popolazione italiana? Una domanda che fa del futuro non una profezia, bensì uno spunto di ricerca scientifica, preso in analisi da un pool coordinato, composto da quattro istituti di ambito psichiatrico.

La capofila di questo progetto di ricerca – sostenuto dalla Fondazione Cariplo – è la Congregazione delle Suore Ospedaliere del Sacro Cuore di Gesù, con il coordinamento di Giampaolo Perna, direttore del Dipartimento di Neuroscienze Cliniche di Villa San Benedetto Menni di Albese con Cassano (Co).

La premessa che rende questo progetto particolarmente significativo per il futuro è la previsione ISTAT di un progressivo invecchiamento della popolazione in cui la percentuale di anziani (età maggiore ai 65 anni) passerà dal 20,3% del 2011 al 33,2% del 2056. In questo scenario futuro, il risultato di questo studio potrebbe essere centrale per lo sviluppo di progetti di prevenzione della demenza e di promozione di una terza età sempre più ,positiva.

“La situazione di partenza da cui le ricerche prenderanno piede – spiega  Giampaolo Perna, direttore del Dipartimento di Neuroscienze Cliniche – parte da una serie di fattori associati con lo sviluppo della demenza che non sono ancora stati chiariti. L’obiettivo principale è dunque quello di identificarli in maniera nitida, per individuare i soggetti a rischio su cui indirizzare gli sforzi preventivi”.

Sono questi i termini dell’ambiziosa sfida che vedrà il professor Giampaolo Perna e la Provincia Italiana della Congregazione delle Suore Ospitaliere del Sacro Cuore di Gesù capofila di un progetto di ricerca, redatto in collaborazione con l’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese – Policlinico Santa Maria alle Scotte (guidata dal Prof. Fagiolini), l’Associazione La Nostra Famiglia – Istituto di Ricovero e Cura a carattere scientifico (IRCCS) Eugenio Medea (guidata dal Dott. Giorda e dal Prof. Brambilla), l’Istituto di Neuroscienze, UOS di Cagliari, Consiglio Nazionale delle Ricerche (sotto la guida del Prof. Biggio) e il coinvolgimento di un’altra Casa della Congregazione, Villa San Giuseppe di Ascoli Piceno (guidata dal Dott. Valchera).

Il tutto racchiuso nel complesso titolo: “Are Anxiety Disorders associated with accelerated cognitive decline and molecular mechanisms of dementia? A multi-centric Italian study in middle-aged and older patients and controls”.

“In questa prima fase – esordisce Perna – si sta avvalorando l’ipotesi che i Disturbi d’Ansia (DA) possano fare parte di questi fattori, considerata la loro elevata presenza in soggetti di età avanzata”. Un’idea di base in cerca di consolidamento della propria concretezza, per rappresentare lo step iniziale su cui condurre le ricerche di una scoperta che potrebbe – per certi versi – cambiare la prevenzione psichiatrica. “Lo scopo generale è quello di studiare l’associazione tra i DA, il deterioramento cognitivo e alcuni meccanismi molecolari implicati nella demenza. Ciò attraverso lo sforzo congiunto di Centri di Ricerca riconosciuti per le loro competenze nella ricerca clinica sui DA, nella neuropsicologia, nelle tecniche di analisi molecolare e di Brain Imaging”.

Il valore progetto è testimoniato dello sforzo della Fondazione Cariplo che ha deciso di sostenere lo studio con un sostegno di €313.870 per i 4 anni necessari per completarlo.

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