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Crescono le esportazioni comasche, l’anno scorso +2,7%

Spiragli positivi per l’economia comasca. Le esportazioni della provincia l’anno scorso hanno superato i 5,4 miliardi di euro, pari al 5,0% del totale regionale. Rispetto al 2013 la crescita è stata del +2,7%, variazione superiore al dato medio regionale (+1,3%) e nazionale (+2,0%). Questo quanto emerge da uno studio dell’Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio.

Ci sono voluti cinque anni per Como per raggiungere nuovamente i valori che hanno preceduto la crisi economica. Il sorpasso è avvenuto nel corso del 2012. Rispetto al 2008 l’incremento delle esportazioni comasche è stato del +6,0%, inferiore al dato nazionale (+7,9%) ma superiore a quello regionale (+5,2%). Non tutte le province lombarde sono riuscite a recuperare i massimi storici: restano ancora al di sotto dei valori 2008 le province di Sondrio (-5,7%) e Mantova (-3,6%).

Per quanto riguarda le importazioni, Como nel 2013 ha registrato flussi per oltre 2,9 miliardi di euro, pari al 2,7% del totale import della Lombardia. Il dato risulta in crescita (+2,9%), diversamente da quanto registrato a livello regionale (-0,3%) e nazionale (- 1,6%). Per quanto riguarda il saldo commerciale, quello della nostra provincia è aumentato di 63 milioni rispetto al 2013. Ha sfiorato i 2,5 miliardi di euro, massimo storico.

I mercati di destinazione dei prodotti comaschi vedono al primo posto la Germania, che assorbe il 13,5% dell’export di Como e acquista merci per 733 milioni di euro (+3,1% rispetto al 2013). Pur restando il partner più importante, la sua rilevanza è andata riducendosi nel tempo, anche a fronte del fatto che i valori pre–crisi non sono stati ancora raggiunti (-6,5%). Al secondo posto, con 617 milioni, si posiziona il mercato francese (+1,5%), comunque al di sotto dei dati 2008 (-2,5%). Al terzo posto si posiziona la Svizzera, sempre più rilevante per l’export comasco: assorbe merci per 572 milioni (+14,3% rispetto al 2013 e +65,1% rispetto al 2008).

Le imprese comasche, inoltre, hanno trovato nel mercato elvetico un’isola felice, sia per la prossimità sia per la tenuta del Paese. Crescite significative sono state registrate anche in Spagna (+9,4%, comunque molto al di sotto dei massimi storici), Regno Unito (+11,2%), Paesi Bassi4 (+13,8%), Polonia (+17,1%). Il mercato cinese, che vale complessivamente 233 milioni, cresce del +16% (+24,3% la Cina in senso stretto e +1,8% i flussi verso Hong Kong).

Al contrario, le maggiori contrazioni in valori assoluti sono state registrate in Russia (-6,7%; -12,0 milioni), Stati Uniti (-4,0%; -13,5 milioni), Brasile (-23,0%; -14,1 milioni), Iraq (-72%; -21,8 milioni), Corea del Sud (-37,3%; -28,6 milioni)